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Ciro Vitiello. Antologia della poesia italiana contemporanea
di Raffaele Piazza
Tullio Pironti editore

l'opera

L’antologia è sempre stata un mezzo per raccogliere poeti appartenenti ad un certo periodo storico, poeti accomunati, essenzialmente, ad un clima intellettuale e ad una nazione di appartenenza. Nel panorama della poesia italiana, in questo ormai superato, solo cronologicamente, Novecento, critici o critici-poeti hanno fornito le coordinate per realizzare antologie, attraverso una selezione di autori, selezioni che hanno generato spesso gelosie e fraintendimenti tra gi inclusi e gli esclusi. Nella storia della poesia italiana si presentano varie antologie, a partire da quella militante del 1912 I poeti futuristi del 1912 e i Poeti d’oggi di Papini e Pancrazi del 1920: ovviamente, queste antologie si riferiscono ad un momento della nostra storia ben diverso da quello attuale, caratterizzato da un altro panorama politico e sociale e da ismi che appartengono ormai al passato, anche se, il discorso poetico non muore mai e si tratta di materiale che può sempre essere prezioso per determinare la fruizione di quell’oggetto elusivo eppure fondante per le coscienze che si chiama poesia.
Altre antologie, citate da Ferroni nella sua acuta presentazione, sono quelle venute alla luce in tempi nettamente posteriori alla fase postbellica, come quella del poeta e critico Edoardo Sanguineti del 1969, che, per giunta, veniva ad essere parte essenziale in un’antologia-manifesto come quella dei Novissimi, curata da Alfredo Giuliani nel 1962. Ma è ancora paradossale, e di essenziale rilievo storico, il fatto che uno degli antologizzati tra i Novissimi, Antonio Porta costruisse più tardi (1979) un’altra antologia mappa non retrospettiva né rivolta in avanti, ma ferma a registrare un panorama nebuloso e mosso, riavvolto su se stesso.

Come dice Ferroni, e questo è un dato centrale per giungere alla chiave interpretativa dell’opera della quale ci occupiamo in questa sede:-“Ciro Vitiello ha il merito di prendere atto dell’impossibilità delle mappe: non ci dà un’antologia-mappa né un’antologia di gruppo, né pretende di fornire un possibile quadro esaustivo, un catasto critico del fare poetico contemporaneo. Rispetto alle diverse scelte che i poeti italiani delle diverse generazioni hanno fatto nel corso di un ventennio racchiuso tra le due date del 1980 e del 2001, si preoccupa di mettere in luce l’individualità delle risposte, dei dati storici, esistenziali, linguistici: e all’individualità delle esperienze fa corrispondere l’individualità della lettura, l’impegno a seguire i singoli poeti nella loro specificità e a far proprie ogni volta la loro presenza e la loro parola”…
Il volume di cui ci occupiamo in questa sede è il primo volume di un’opera in fieri: al suddetto testo seguiranno altri tre libri e il piano dell’opera comprende un altro testo sui poeti della seconda metà del Novecento, e altri due sui poeti della seconda metà del ‘900.
Il primo poeta in ordine cronologico che incontriamo il questa antologia non è a caso Mario Luzi; seguono Giuliano Gramigna, Andrea Zanzotto, Luciano Erba, Roberto Roversi, Giovanni Giudici, Maria Luisa Spaziani, Alfredo Giuliani, Elio Pagliarani, Giorgio Bàrberi Squarotti, Franco Cavallo, Edoardo Sanguineti, Antonio Spagnuolo, direttore insieme ad Emilio Piccolo di Poetry Wave, Alda Merini, Giovanni Raboni, Mario Lunetta, lo stesso Ciro Vitiello, Elio Pecora, Alberto Cappi, Umberto Piersanti, Felice Piemontese, Maurizio Cucchi, Giuseppe Conte, Vivian Lamarque, Cesare Viviani, Michele Sovente e Paolo Ruffilli; si tratta di poeti che rimarranno sempre incancellabili dal panorama italiano poetico del ‘900, molti dei quali, ma non tutti, sono giunti, a pubblicare i loro libri per la grande editoria; poeti molto anziani, come Mario Luzi, Andrea Zanzotto e Giovanni Raboni, fino a poeti già affermati ma ancora giovani, come Maurizio Cucchi e Paolo Ruffilli, nati, rispettivamente nel 1945 e nel 1949, in anni quindi di democrazia, dopo gli orrori della guerra e del fascismo: è ovvio che la poesia non è estranea allo spirito del tempo e, quindi, mentre inevitabilmente i poeti anziani non possono non risentire di fatti sanguinosi e che offendono la libertà e la dignità umana nei loro versi, come, per esempio l’Olocausto, oltre, come abbiamo già sottolineato, la guerra e il fascismo, (e qui vengono esemplarmente in mente i nomi di Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale e anche di Vittorio Sereni), poeti nati in tempi di democrazia, non possono non rispecchiare, attraverso i decenni di storia italiana, la mentalità e il senso di questo postmoderno occidentale con tutte le sue nuove connotazioni, attraverso i vari passaggi epocali, come il ’68, gli anni di piombo, il femminismo, tangentopoli, fatti tutti sottesi allo sfondo di un’epoca nella quale, per espressione di se stessa, il materiale cartaceo dei libri di poesia cresce in maniera geometrica, insieme alla poesia dei nuovi fenomeni tecnologici Internet e e-mail.

Ciro Vitiello - Antologia della poesia italiana contemporanea - Tullio Pironti editore - Napoli - (1980-2001) - con la presentazione di Giulio Ferroni - pagg. 448.

 


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