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Il calabrone ha smesso di volare - Recensione
di Luciano Somma

Con la prefazione di Angelo Manitta esce questo libro in versione e-book di Gaetano G. Perlongo, un poeta decisamente nuovo nel modo di concepire e creare la sua poetica che dirò subito non è semplice, non è facile, non è scontata, bensì ricca di suggestioni ed umori, di frasi stilisticamente ineccepibili e soprattutto di grande valore letterario perché originali. L'Autore non si è lasciato ingannare, come purtroppo è capitato, e capita, a molti, dal voler essere a tutti i costi "popolare" mettendo su carta le proprie esperienze con linguaggio elementare, ma ha affrontato, ed affronta, assumendosene tutte le responsabilità, una via che per altri può sembrare impervia ma per lui abbastanza praticabile. Basta iniziare a leggere: "POETANDO" per capire che le "sperimentazioni" sono più che collaudate e giustificate da un modo di sentire e fare poesia originale: "Poetando / arpeggio la coscienza / colla risonanza / di chi cerca un nido / tra le rughe nascoste dell'universo / arpeggiando / intaglio di versi / tra le umide labbra di dio / ...ma quale dio / il dio esaltato / della mia gente / o il dio / malato del mio tempo" è un interrogativo che porta alla meditazione, che ci porta a fare un sopralluogo per le strade sconosciute d'un misticismo inteso diversamente, probabilmente a ragione, nel quale trovare appunto il dio vero, quello giusto. Ed ancora in "CAROVANA DI MARE": "Preghiera di nazareno / ventre / e palmo di Madre / in questo nido / non mi fu dato entrare / ...ma nel mio / continuo / migrare / tra metropolitane spirituali / sognai una carovana di mare / coi salmi di Isaia / e la veggenza di Tiresia... / Odore di pianto / Odore di Israele" a conferma d'una poesia indubbiamente colta, là dove emergono metafore che pongono il poeta un gradino più su dei tanti, consapevole di alcuni rischi corsi, e lo scrive in alcune note: "...ri-assemblo, elaboro, ri-concepisco, discerno dalla vociante arena del mondo la musicalità delle parole e sento come Raimond Queneau che "la scimmia senza sforzo diventò l'uomo, che un pò più tardi disgregò l'atomo..." aggiungendo: "così è nato questo lavoro". Qualcuno potrà obiettare che la poesia è qualcosa d'irrazionale e dunque priva di elaborazione. Infatti nel momento dell'evento ispirativo è senz'altro così, ma c'è un dopo che darà all'Autore la possibilità di trasformare delle annotazioni accennate in versi definiti e completati. Vi è anche, in molti titoli come: "LA GLOBALIZZAZIONE" - "SIGNORA BANDIERA" "L'ANTISOCIALE", un impegno politico e soprattutto sociale: "...voi padroni / figli d'una mitologia fraintesa / non concimate a salve l'onestà / alzate le cataratte della morale / affinché sul davanzale del mondo / possa elevarsi / un arpeggio d'uguaglianza" è un invito-messaggio che dovrebbe essere raccolto da chi può, da chi deve dare ad un popolo come il nostro il rassicurante orizzonte di qualità di vita che spesso viene dimenticato. Aggiungo un altro titolo che mi è particolarmente piaciuto: "REITERANDO SOGNI OZIOSI DI MAGGIO" dove Gaetano G. Perlongo elenca i suoi tanti sogni e tra questi scrive: "ho sognato la penombra / della malinconia" "ho sognato questa logorroica / mia iterazione" nessuna logorrea ma poesia vera, sentita, pregnante che spero di leggere, ben volentieri, in altri futuri lavori.

 


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