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Fotografie 1950 - 1989 di Enzo Sellerio
a cura di Gaetano G. Perlongo




Dopo una veloce carriera come giurista, Enzo Sellerio (Palermo, 1924) arriva alla fotografia professionale nel 1952. Nei lavori dei suoi primi anni, influenzati dall'amicizia con il pittore Bruno Caruso, domina un forte senso geometrico. Nel 1954 realizza, su incarico di Danilo Dolci, un reportage a Trappeto, pubblicato l'anno successivo su Cinema Nuovo, la celeberrima rivista diretta da Guido Aristarco. Questo lavoro, per la toccante drammaticità delle immagini, è correntemente citato nei manuali di storia della fotografia come una delle realizzazioni esemplari della fotografia socialmente impegnata di quegli anni. Sellerio comincia a collaborare a diverse riviste tra cui la prestigiosa Il Mondo, diretta da Mario Pannunzio, con la quale collaborerà per undici anni.

Nel 1956 inizia la stagione delle esposizioni, con la sua prima mostra personale, allestita a Roma. L'anno successivo espone a Torino e nel 1960 è invitato a presentare la sua opera alla Triennale di Milano.

Nel 1960 viene incaricato dal direttore della rivista svizzera du (in quegli anni una delle più prestigiose riviste internazionali di fotografia), di realizzare un numero monografico dedicato a Palermo. Palermo. Portrat einer Stadt von Enzo Sellerio è pubblicato nel luglio 1960 ed è la consacrazione nel gotha della fotografia mondiale. Nel 1961 entra a far parte, unico italiano, dell'European Magazine Photographers, un'associazione che riunisce i migliori fotoreporter del tempo; nello stesso anno realizza, per il secondo canale della televisione tedesca (ZDF), un fotoreportage sulla vita quotidiana in Germania, Mit offenen Augen, con due fotografi di fama mondiale quali Will Mc Bride e Hiroshi Hamaya.

Nel 1963 realizza ancora per du un reportage sui Paesi dell'Etna, successivamente pubblicato su Panorama e diverse altre riviste, considerato la sua opera più importante. Sellerio è all'apice della carriera: tra il 1965 e il 1966, lavora negli Stati Uniti per riviste quali Vogue e Fortune; gli Emigranti, una delle sue fotografie più celebri, è pubblicata sul quotidiano londinese The Times su nove colonne, la Fucilazione, sulla rivista americana Life in doppia pagina. Dalla fine degli anni Sessanta la fondazione della casa editrice lo distoglierà dalla fotografia: un progressivo distacco, interrotto soltanto nel 1973, quando realizza la mostra Le Madonie viste da Enzo Sellerio.

Oggi le fotografie di Sellerio sono continuamente ripubblicate, esposte nelle più importanti mostre internazionali di fotografia, acquistate per le collezioni dei musei di arte contemporanea. A Palermo, la città dove è nato e della quale è stato un interprete così raffinato, le sue opere non sono esposte dal 1967.

Negli ultimi mesi è stato condotto un sistematico lavoro di ricerca nell'Archivio di Sellerio, riportando alla luce una grande quantità di materiale inedito, di altissima qualità. Diverse pubblicazioni scientifiche sono in preparazione sull'opera di questo fotografo, uno dei maestri della fotografia.


Il testo

Enzo Sellerio, Fotografie 1950-1989, pp. 200, ed: Motta, 2000.
  


Materiale tratto dal sito: http://www.micamera.com

 

 


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