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Rudy Rucker. Filosofo cyberpunk
di Marco Minicangeli
Di Renzo Editore

introduzione

Credevamo che la fantascienza stesse attraversando un momento di crisi, perché neanche la fantasia riusciva più a tenere il passo con le conquiste della scienza. Ma la sfida è ancora aperta. Il futuro è sempre più a portata di mano e prevederne gli sviluppi è quanto mai importante. Perché potremmo ritrovarci estranei a noi stessi, in un mondo popolato da robot pensanti.
Intelligenza artificiale, automi, cloni e robot non sono soltanto il frutto della fantasia di uno scrittore, ma anche quello che la realtà tecnologica sembra offrirci. Rudy Rucker, matematico e teorico del transrealismo, spiega in queste pagine come e perché la tecnologia può renderci liberi.
In un futuro che è ormai destinato a diventare l'incarnazione dei nostri più reconditi desideri è meglio sapere cosa ci aspetta.

recensione

Divertente questo Filosofo cyberpunk, un piccolo saggio-autobiografia di (su) Rudy Rucker, se non il più visionario, palma che spetta sicuramente a William Gibson, sicuramente lo scrittore più fantasioso del gruppo cyberpunk.
Il libro è organizzato come una sorta di intervista-fiume, in cui però non compaiono mai le domande. Ripercorre le tappe fondamentali della carriera di questo scrittore: i suoi esordi, le difficoltà incontrate nell’America di destra di Reagan e Bush, l’amore per la matematica e per i computer. Proprio per fuggire l’ambiente reazionario che la fa da padrone nel sistema scolastico americano, Rucker "emigra" in Germania all’università di Heidelberg, dove rimane un paio d’anni. E proprio qua va lentamente maturando le idee dell’approccio transrealista alla letteratura, forse una delle cose più importanti che ci ha dato il cyberpunk.
Realtà alternative, universi paralleli, infinito, intelligenza artificiale: sono questi i temi trattati dai suoi romanzi. Il suo approccio ha perciò poco a che vedere con Gibson o Sterling, che prediligono il sociale rispetto al tecnologico. E mentre scorrono le pagine, tra le righe Rucker ci dice che il cyberpunk ha rappresentato l’ala sinistra del fantascienza americana, quella radicale e anarchica. Via perciò i temi militari del vecchio pulp: il nuovo pulp ha un approccio nterdisciplinare, trasversale che in qualche maniera è la narrazione della nascita dell’uomo nuovo. La Grande Opera dice Rucker, il New Edge: "hacher o scrittori o rapper o sampler o progettisti o cantanti (…) lavoriamo alla Grande Opera perché è divertente (…) Non ci è concesso veramente di sapere che cosa sia. La Grande Opera è come un insieme di Mandelbrot". Insomma, interessante: per chi vuole saperne di più sul cyberpunk e sull’autore.

(*) tratto da intercom, dicembre 2000

biografia dell'autore

Nome Completo: Rudolf von Bitter Rucker.
Data e luogo di Nascita: 22 Marzo 1946, Louiseville, Kentucky, U.S.A.
Sposato con tre figli.
Indirizzo e-mail: or
Discendente diretto del grande filosofo Hegel (suo bis-bis-nonno), passa la sua infanzia a Louisville.
L'amore per la scienza, la fantascienza e la quarta dimensione, nasce nel 1958 quando con il suo amico Neal Schoening passava il tempo a leggere i romanzi contenuti nella Biblioteca di Louiseville (un solo scaffale) e poi a discutere di viaggi nel tempo e della quarta dimensione.
Alla partenza per l'università nel 1963 suo padre, Embry Rucker (ministro del culto episcopale), gli regala il libro Flatlandia di Edwin Abbott. Questi intuiva che la quarta dimensione poteva essere intuita come simbolo di realtà spirituali superiori.
Laureato in Matematica allo Swarthmore College con un dottorato in Logica Matematica alla Rutgers University (1972) ottiene il suo primo incarico come insegnate si svolge alla Geneseo della State University of New York dove tiene un corso di geometria superiore. Qui elabora i primi collegamenti tra la quarta dimensione vista come realtà superiore e vista come tempo. Nel 1977 pubblica il suo primo saggio scentifico Geometry, Relativity and Forth Dimension (Geometria, Relatività e Quarta Dimensione); l'infinito e la quarta dimensione sono i suoi maggiori interessi in campo matematico scientifico, le sue principali influenze sono l'incontro di matematica, fisica, e filosofia.
Co-editore di un giornale scientifico Speculations in Science and Technology, pubblica nel 1978 il suo primo romanzo di successo Spacetime Donuts su una rivista di fantascienza.
Lasciata l'Università di New York, insegna Filosofia della Scienza alla Oxford University e presso l'Università di Heildelberg in Germania.
Nel 1982 pubblica il suo primo successo come divulgatore, Infinity and the Mind (La mente e l'infinito. Scienza e filosofia dell'infinito), nello stesso anno pubblica Software (Software - I nuovi robot) con cui vince il Philk K. Dick Memorial come miglior romanzo nel 1983, questo è il primo di una trilogia di romanzi dedicati ai robot.
Nel 1988 publica Wetware (Wetware), seguito di Software, e vince nuovamente il Philk K. Dick Memorial come miglior romanzo.
L'ultimo volume della serie Freeware è di prossima pubblicazione.
Nel 1990 esce The Hollow Earth, un romanzo in stile steampunk dove Rucker, si diverte a creare un passato alternativo, e vanta tra i suoi protagonisti Edgar Allan Poe.
Attualmente insegna presso la San Jose State University, dipartimento di matematica e scienze dell'informazione, in California dove vive. Qui si occupa di ricerca nel campo delle vite artificiali ed automi cellulari.
Inoltre progetta software a Silicon Valley, nel 1995 ha inciso un CD intitolato Like a passing river con il compositore neobarocco Roy Wheldon e continua a scrivere libri.
Rudy Rucker è uno dei fondatori del movimento cyberpunk, il suo contributo di originalità è notevole, le sue conoscenze scientifiche spesso si fondono che le conoscenze acquisite da personaggi non riconosciuti dalla cultura ufficiale come Carlo Castaneda, antropologo e sciamano noto per i suoi romanzi.
Sebbene sia principalmente uno scienziato, questo non limita la sua capacità di esplorazione del mondo in chiave fantastica e surreale, definisce se stesso un scrittore che pratica il "Transrealismo", uno si stili di fantascienza in cui lo scrittore "scrive sulle percezioni immediate in modo fantastico".

bibliografia

Geometry, Relativity and the Fourth Dimension (1977, saggio);

Spacetime Donuts (1981, romanzo... first serialized in Unearth, 1978);

White Light (1980, romanzo) Edizione italiana Bompiani, Gli Squali n°17 ("Luce Bianca - Che cos'è il probelam del continuo di Cantor?");

Infinity and the Mind (1982, saggio) Edizione italiana Muzzio, 19 ("La mente e l'infinito. Scienza e filosofia dell'infinito");

Software (1982, romanzo) Edizione italiana Phoenix, collana Quark, 1994 ("Software - I nuovi robot");

The Sex Sphere (1983, romanzo);

The 57th Franz Kafka (1983, storie brevi);

Light Fuse and Get Away (1983, poesie);

The Fourth Dimension: A Guided Tour of the Higher Universes (1984, saggio) Edizione italiana Adelphi , 1994 ("La quarta dimensione. Un viaggio guidato negli universi di ordine superiore");

The Secret of Life (1985, romanzo);

Master of Space and Time (1985, romanzo) Edizione italiana Urania, n° 1030 (Signore dello spazio e del tempo) Seconda Edizione: Einaudi Tascabili Vertigo n° 497 (Su e giù per lo spazio-tempo);

Mind Tools: The 5 Levels of Mathematical Reality (1987, saggio);

Wetware (1988, romanzo) Edizione italiana Phoenix, collana Quark ("Wetware");

The Hollow Earth (1990, romanzo - steampunk);

All the Visions (1991);

Transreal! (1991, short stories, poems, graphics);

Freeware (2001, romanzo, conclusione del ciclo sui robot);

Live Robots (1994... editione omnibus, contiene Software e Wetware);

The Hacker and the Ants (1994, romanzo) Edizione italiana Fanucci, Collana cyberpunk 1996 ("Le formiche nel computer");

Artificial Life Lab (1994, software);

Freeware (Maggio 1997, romanzo, Avon);

Seek (Marzo 1999, romanzo, Four Walls Eight Windows).

 


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