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Anno X - N° 117 - Gennaio 2012

 

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Bertinotti: La città degli uomini
a cura di Gaetano G. Perlongo





 

Una guida bibliografica per conoscere uno degli uomini più carismatici della sinistra italiana.

Chi comanda qui?
Libro di Bertinotti Fausto, edito da Mondadori, 2010.

Nella primavera del 1945 l'Europa, benché sconvolta dall'immane catastrofe del secondo conflitto mondiale, si sente rinata. Rinata perché la guerra è finita e perché è reduce dalla vittoria contro un nemico dell'intero genere umano: il nazifascismo. In Italia e in Francia tale successo è stato ottenuto anche grazie all'azione e al sacrificio delle donne e degli uomini che hanno dato vita alla Resistenza, [leggi tutto ...] ed è proprio in questi due paesi che si sviluppa con maggior vigore lo spirito costituente, cioè la volontà del popolo di stabilire regole di convivenza civile e un assetto istituzionale che scongiurino per sempre il ritorno agli orrori del recente passato. Fausto Bertinotti ricostruisce la genesi della nostra Carta repubblicana e il ruolo che ha avuto nei "trent'anni gloriosi" seguiti alla promulgazione. Alla luce di alcuni suoi articoli, essa appare agli occhi dell'autore come uno dei punti più alti del diritto costituzionale di tutti i tempi, poiché il suo destinatario non è più il cittadino indifferenziato, reso tale dalla legge, ma la persona così come storicamente si è andata definendo attraverso il suo lavoro, cioè la lavoratrice e il lavoratore in carne e ossa. Oggi le Costituzioni democratiche europee sono seriamente minacciate dalla "globalizzazione" e si registrano forti pressioni affinché vengano progressivamente sostituite da costituzioni materiali, che non sono frutto di assemblee costituenti ma di processi reali, le cui finalità spesso non sono neppure dichiarate.

Devi augurarti che la strada sia lunga
Libro di Bertinotti Fausto, Armeni Ritanna, Gagliardi Rina, edito da Ponte alle Grazie, 2009.

Quattordici aprile 2008: una sconfitta elettorale senza precedenti spazza via la sinistra radicale dal Parlamento italiano. Fausto Bertinotti, uno degli uomini che ha scritto la storia italiana degli ultimi decenni, sceglie a sua volta di abbandonare l'attività di direzione politica. In questa narrazione riemergono i momenti salienti di un percorso che da sempre è guidato dalla passione politica, non un'autobiografia ma il racconto di una vera e propria educazione sentimentale e intellettuale. Dopo l'infanzia a Milano, la guerra, i ricordi di vita familiare, le prime letture, un unico filo rosso unisce la carriera del sindacalista tra gli anni Sessanta e Ottanta a quella del leader spregiudicato e innovativo dell'ultimo quindicennio, sempre in bilico fra spinta ideale e concretezza sociale, radicalità e realismo. Ora è giunto il momento di fermarsi a riflettere sul passato, ma soprattutto sulle possibilità di un ennesimo slancio in avanti: non è possibile rimanere muti dinanzi al virus della crisi, non è possibile sottrarsi alle provocazioni delle nuove destre in Europa, della globalizzazione senza freni. La strada dell'utopia concreta non si è conclusa: "C'è sempre la necessità, per chi vuole cambiare il mondo, dell'attesa dell'evento, di ciò che cambia la scena senza essere stato prevedibile. Un'attesa che per essere autentica deve essere partecipata, attiva: anche in politica c'è il tempo della semina, ed è proprio per questo che, come scrive Kavafis, 'devi augurarti che la strada sia lunga'".

La città degli uomini. Cinque riflessioni in un mondo che cambia
Libro di Bertinotti Fausto, edito da Mondadori, 2008.

Fausto Bertinotti affronta in questo libro i temi cruciali del mondo contemporaneo: la crisi della democrazia, la globalizzazione e la mobilità sociale, la guerra e il terrorismo, le relazioni fra l'Europa e gli Stati Uniti, la funzione della politica nella nostra società e il suo rapporto con l'etica. Le sue posizioni sono chiare e spesso controcorrente, e la sua critica a molti dei luoghi comuni che si sono imposti negli ultimi anni è radicale. A differenza di quanto spesso si sostiene, da qualche decennio a questa parte il tasso di democrazia si è ridotto in modo significativo. Se negli anni Sessanta e Settanta la partecipazione popolare al potere pubblico ha ricevuto la massima spinta propulsiva, oggi si sono affermate - e vanno affermandosi sempre di più - nuove istituzioni, dalla natura sovranazionale e sottratte al controllo dei cittadini, che influenzano pesantemente la vita di ognuno di noi e che, dietro la maschera di una pretesa neutralità tecnica, sono in realtà controllate da poteri forti.

La democrazia autoritaria
Libro di Bertinotti Fausto, edito da Datanews, 2006.

Una lettura della crisi del sindacato e della democrazia italiana partendo dalla sconfitta alla Fiat nel 1980. L'appannamento della democrazia fino alla prefigurazione di modelli neoautoritari parte da quella lotta di cui Bertinotti fu uno dei protagonisti. Un lavoro di ricerca e analisi e, insieme, di lotta politica esplicita.

Il ragazzo con la maglietta a strisce. Conversazione con Wilma Labate
Libro di Bertinotti Fausto, Labate Wilma, edito da Aliberti, 2005.

In questa conversazione con la regista Wilma Labate, strutturata come un piccolo film per sequenze, immagini e episodi, il leader politico della sinistra radicale racconta la sua vita. Una vita, quella di Bertinotti, in cui "il personale è politico" e in cui il lato affettivo ed emotivo ha grande importanza nella elaborazione delle strategie. Anche di fronte alle nuove sfide e ai temi dell'oggi: Bertinotti parla del suo rapporto con il bello e la bellezza, della sua sempre più netta opzione per la non violenza, della componente religiosa che per lui convive con l'essere comunista. E parla della cultura: delle sue grandi passioni letterarie, del film che ha amato (i western prima di tutto), della musica che ha accompagnato la sua vita.

Io ci provo
Libro di Bertinotti Fausto, Rossi Cosimo, edito da Manifestolibri, 2005.

Anarchico per apprendistato, comunista per identità, movimentista per passione, partitista per convinzione, sindacalista per professione, consiliare per esperienza, referendario per pratica, lettore per abitudine generazionale, salottiero per frequentazioni, operaista per amicizie, intransigente per educazione, giocatore d'azzardo per vocazione, lezioso per vanità... Una cosa, invece, Fausto Bertinotti non vuole farla: il ministro. Nel 1998 fu protagonista della rottura con il primo governo Prodi. Oggi sfida il professore per conquistare la leadership dell'Unione ed è pronto a guidare Rifondazione comunista attraverso le colonne d'Ercole della prova di governo. Il leader del Prc si racconta e racconta le scelte di allora e di oggi.

L'Europa delle passioni forti. Per un'unione di pace, sociale e solidale
Libro di Bertinotti Fausto, Gianni Alfonso, edito da Ponte alle Grazie, 2005.

Quasi ogni giorno, gli organi di informazione ci forniscono elementi per comporre un quadro del mondo in cui gli Stati Uniti perderanno la loro egemonia e il mercato mondiale sposterà sempre di più il proprio asse in Asia, intorno al miracolo cinese. Di questo affresco non ancora terminato si vuole provare a immaginare un disegno per capire quale sarà, nel nuovo assetto mondiale, il ruolo dell'Europa, quale la sua identità. In questo libro, Fausto Bertinotti e Alfonso Gianni spiegano quale dovrebbe essere il punto di partenza per la formazione di una società moderna e democratica: la scrittura e l'approvazione della sua Costituzione.

Nonviolenza. Le ragioni del pacifismo
Libro di Bertinotti Fausto, Menapace Lidia, Revelli Marco, edito da Fazi, 2004.

Tre autorevoli esponenti della sinistra italiana difendono qui la necessità della nonviolenza come baluardo contro la barbarie globale, come unica opzione in grado di promuovere un cambiamento reale. Bertinotti invita la sinistra a dichiararsi chiaramente nonviolenta, nella convinzione che la critica al capitalismo possa prendere corpo solo all'interno di una visione pacifica dei rapporti umani; Menapace individua nei movimenti operaio e femminista i germi delle pratiche e del pensiero nonviolenti di oggi, proponendo che queste idee trovino spazio adeguato nelle leggi europee; Revelli denuncia i momenti più violenti nella storia delle ideologie rivoluzionarie, spiegando perché la nonviolenza sia oggi a pieno titolo fra i principi basilari della sinistra.

Per una pace infinita
Libro di Bertinotti Fausto, Gianni Alfonso, edito da Ponte alle Grazie, 2002.

Dal G8 di Genova all'Afghanistan e alla Palestina, in questi ultimi mesi la violenza sembra l'unica risposta che il mondo sa offrire a ogni genere di conflitto. Il libro compie un'analisi storico-filosofica della riflessione sulla violenza e sul pacifismo, prendendo in considerazione vari pensatori, da Kant, a Marx, a Engels, a Sorel, ad Aldo Capitini, a Michelstaedter, cercando di dare significato e forma concreta a un'idea di non violenza. Il ragionamento passa poi a trattare i conflitti più importanti degli ultimi anni: la guerra del Golfo, quella nei Balcani, in Afghanistan e quella in Palestina.

Pensare il '68 per capire il presente. Con una riflessione sul movimento no global
Libro di Bertinotti Fausto, Gianni Alfonso, edito da Ponte alle Grazie, 2001.

Che cosa è stato il '68? Una breve e intensa rivolta, un fenomeno di costume o l'ultimo grande movimento rivoluzionario del secolo? Si è trattato della risposta di una società a strutture sociali, industriali e scolastiche ormai vetuste e inadeguate oppure il '68 conteneva una domanda di trasformazione della società, un'attualità del socialismo? In colloquio con Alfonso Gianni, Fausto Bertinotti non si sottrae al compito di rispondere a queste domande, che risultano tanto più significative per chi non è stato solo un protagonista di quegli anni, ma ha responsabilità nella rifondazione di un nuovo partito comunista di massa.

Le idee che non muoiono
Libro di Bertinotti Fausto, Gianni Alfonso, edito da Ponte alle Grazie, 2000.

Partendo dalla caduta del muro di Berlino, Bertinotti ripercorre la storia dei regimi comunisti, analizzando i motivi che hanno portato alla loro fine. Riflettendo sugli errori delle realizzazioni storiche di quelle società, fra cui il principale è stato l'assenza della democrazia, il leader della principale forza comunista in Italia rilegge in una nuova luce le idee intramontabili del comunismo: l'uguaglianza, il bene comune, il superamento del capitalismo, la liberazione del lavoro.

 


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