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Laboratorio di lettura: Democrazia e istruzione
a cura di Gaetano G. Perlongo

Luglio 2006

 

Rivisitando “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar, posso asserire che leggere i libri è come costruire ancora granai individuali, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.


Democrazia e istruzione

Chomsky si interroga sul rapporto tra democrazia e istruzione e, soffermandosi sulla tradizione libertaria di sinistra radicata nei valori dell’illuminismo, individua nell’istruzione una leva di cambiamento sociale. Non c’è democrazia senza educazione, non c’è società realmente libertaria e illuminata fin quando il fine della produzione è una produzione di beni e non di esseri umani liberi, reciprocamente associati in condizioni di uguaglianza, in cui non si è solo spettatori ma partecipi. Noam Chomsky insegna al MIT (Massachusetts Institute of Tecnology) lingue moderne e linguistica. Esponente di spicco della sinistra radicale americana ha pubblicato fra l’altro: “Il potere dei media” (Vallecchi, 1994), “Il club dei ricchi” (Gamberetti, 1996), “La fabbrica del consenso” (Marco Tropea, 1998), “Sulla nostra pelle” (Marco Tropea, 1999), “Linguaggio e libertà” (Il Saggiatore, 2002), “Il conflitto Israele-Palestina” (Datanews, 2002), “Anarchia e libertà” (Datanews, 2003).

Noam Chomsky, “Democrazia e istruzione. Non c’è libertà senza l’educazione”, pp. 128, Edup, 2005.


Libertad y dignidad

L’esperienza zapatista raccontata con semplicità e naturalezza dal suo massimo esponente, il Subcomandante Insurgente Marcos. Il capo dell’Ezln ripercorre i primi giorni della formazione dell’armata zapatista, le prime difficoltà, le prime prove della lotta clandestina, l’occupazione dei villaggi, le prime adesioni degli indigeni alla lotta di liberazione con una straordinaria ricchezza di particolari. Il libro è completato da scritti di analisi teorica  e di mobilitazione su globalizzazione, guerra, neoliberismo e nuovo dominio dell’impero. Scrive Marcos: “Lo stato in cui sono nato confina con il Rio Bravo a nord e il Rio Suchiate a sud; e con l’oceano Atlantico a est e l’oceano Pacifico a ovest. Ho studiato in qualche università di questo paese, non a Oxford, anche se adesso è molto di moda studiare da quelle parti. Ho studiato in un’università messicana, sono arrivato in fondo, il che è già molto, mi sono laureato, ho fatto un corso di specializzazione, e sono stato felice per qualche tempo, finché‚ non mi sono ubriacato, ho preso l’autobus sbagliato e sono finito nella Selva Lacandona. Quando me ne sono reso conto, ormai ero là, e non ne potevo uscire; questo è successo undici anni fa”.

Marcos, “Libertad y dignidad. Scritti su rivoluzione zapatista e impero”, pp. 120, Datanews, 2006.


Il Che inedito

Da vent’anni l’interesse per Guevara cresce ma questo non significa che lo si conosca meglio. Anche a Cuba si è preferito venerare la sua icona di “guerrillero eroico”, senza fare i conti con la sua riflessione politica e teorica sul “socialismo reale”. Così nell’isola si è continuato a pubblicare poco mentre all’estero sono stati venduti libri soprattutto fotografici e del periodo giovanile, spesso solo per operazioni commerciali. La vendita dei diritti su tutte le opere di Guevara alla Mondadori di Silvio Berlusconi, ha innescato un’appassionata polemica su tutti i mass media. Una polemica non inutile se ha provocato almeno in parte la fine dei divieti sui suoi testi inediti. Dopo quarant’anni i cubani possono finalmente conoscere le critiche di Guevara all’Urss. Questo libro si concentra su questo aspetto tracciando un vivace ritratto del “Guevara sconosciuto”, ricostruendo aspetti poco noti, o deliberatamente taciuti, corredandoli di nuovi documenti inediti.

Antonio Moscato, “Il Che inedito. Il Guevara sconosciuto, anche a Cuba”, pp. 213, Edizioni Alegre, 2006.

Informazione e controinformazione

Questo libro fu, per tutti gli anni Settanta, un testo importante per la disciplina di Teoria e Tecnica delle comunicazioni di massa. I suoi studi, insieme a quelli di Herbert Marcuse e di Jacques Attali, anticiparono l’analisi sugli effetti delle moderne tecnologie della comunicazione di massa, fornendo altresì indicazioni e suggerimenti per una controinformazione che partisse dal basso. Viene qui riproposto in una nuova edizione integrale, comprendente uno scritto intitolato “Mass media e violenza”.

Pio Baldelli, “Informazione e controinformazione”, pp. 457, Stampa Alternativa, 2006.

Un giorno della mia vita. L’inferno del carcere e la tragedia dell’Irlanda in lotta

Bobby Sands, esponente di spicco nelle fila dell’Ira, viene più volte incarcerato. Condannato a 14 anni di carcere, con altri compagni, malgrado l’assenza di prove a carico, comincia una serie di scioperi della fame sino all’ultimo, iniziato il 1° marzo 1981, che lo porterà alla morte. Durante i primi diciassette giorni del suo ultimo sciopero della fame comincia a tenere un diario e scrive quotidianamente usando un refil di penna biro e dei pezzetti di carta igienica. Ogni singolo segmento del diario viene fatto uscire dal carcere firmato con lo pseudonimo “Marcella”. Il libro che ne deriva è una impietosa testimonianza sulla vita dentro il carcere, una dolorosa riflessione sulla lotta in corso e una professione di speranza.

Bobby Sands, “Un giorno della mia vita. L’inferno del carcere e la tragedia dell’Irlanda in lotta”, pp. 213, Feltrinelli, 2005.

 


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