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Laboratorio di lettura: Le formule della fantascienza
a cura di Gaetano G. Perlongo

Febbraio 2006

 

Rivisitando “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar, posso asserire che leggere i libri è come costruire ancora granai individuali, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.


Antropologia della vita artificiale

L'immagine del robot costituisce una delle icone più importanti del nostro tempo. Ormai affrancata dalla fantascienza, questa sintesi "quasi vivente" delle più svariate tecnologie sta trasformando l'intera sfera delle umane attività. Si assiste a una imponente occupazione "silenziosa". Essi proliferano nelle fabbriche, nei laboratori, nei prodotti hi-tech e nei mezzi di comunicazione, e si "evolvono" con fulminea rapidità. Il ventunesimo secolo sarà il tempo dell'integrazione fra gli uomini e i robot? Così sembrerebbe. Eppure i dubbi non mancano. Quali le finalità? E quali gli effetti psicologici ed etici sulle relazioni umane? Riccardo Notte è docente di Antropologia culturale presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano.

Riccardo Notte, “You, robot. Antropologia della vita artificiale”, pp. 192, Vallecchi, 2005.

Cyborg e dintorni

Come tutti i generi popolari, la fantascienza si definisce e si costruisce intorno alle sue formule. La stereotipia fantascientifica, continuamente plasmata e rimodellata dalle dinamiche della cultura, è luogo di potenziali contraddizioni, recuperabili attraverso uno specifico addestramento dello sguardo critico. Esaminando le opere che rideclinano i motivi del robot e del cyborg in diversi momenti e contesti si osserva un percorso di trasformazione della formula che ne evidenzia la solidità e la duttilità, la capacità di codificare, ma anche e soprattutto di rimodellare le regole del genere.

Francesca Guidotti, “Cyborg e dintorni: Le formule della fantascienza”, pp. 242, Edizioni Sestante, 2003.

La voce dei delfini

Leo Szilard era uno scienziato e, insieme a Enrico Fermi, era stato tra i primi a occuparsi della teoria atomica. Presto però investì le sue energie su altro: convincere l'umanità che è ancora possibile impedire la distruzione della vita sulla terra. E proprio questo è il tema che unisce questi profetici racconti di pungente umorismo in cui la satira sconfina nel grottesco. Riusciranno gli uomini a salvare la terra? Sì, se seguiranno l'esempio dei delfini: se sapranno elaborare una strana contabilità delle città atomizzabili, se riusciranno a sperimentare un incredibile quiz collettivo che garantisca la riduzione degli armamenti, se metteranno a punto un ineffabile sistema che metta fuori combattimento politicanti corrotti...

Leo Szilard, “La voce dei delfini”, pp. 127, L'Ancora del Mediterraneo, 2004.

Il metallo degli dei

Il vero protagonista di questa storia extragalattica non è un uomo o un popolo, bensì un elemento chimico: l’Antinorio. Il pianeta Aerinor, il solo che lo possieda fra i milioni di mondi che compongono la Confederazione Intergalattica, si troverà al centro di un complotto che mira all’annientamento del suo intero sistema solare. L’odissea che dovrà affrontare è descritta attraverso le vicende dei suoi particolari abitanti, accerchiati da un pericolo più grande di loro, che arriverà a minacciare perfino la sopravvivenza della nostra stessa Terra. L’elemento di novità che questo romanzo vuole proporre è che il futuro è intorno a noi, ci circonda e ci osserva, ma noi ne siamo esclusi, in quanto civiltà ancora troppo sottosviluppata per essere annoverata fra quelle iperevolute. E' il primo libro di una trilogia affascinante, coinvolgente che propone il mondo intergalattico in una maniera che ragazzi e adulti troveranno originale e stupefacente.

Luca Granzotto, “Il metallo degli dei”, pp. 408, Editing Edizioni, 2005.

Kill?

Roma Centro, ore 12. L'esplosione è assordante. La grossa auto nera ha tamponato un camioncino. Subito esplode una granata. Da tre auto saltano giù quattro uomini armati, ma crollano a terra falciati da raffiche di mitra. Sono in due a sparare: uno col Kalashnikov e uno con la pistola automatica. Hanno il volto coperto da passamontagna grigi. Ma un passante interviene. Giacomo Elliot, promotore finanziario, blocca così un'azione terroristica e salva la vita al Presidente del Consiglio nonché uomo più ricco d'Italia, Silvio Berlusconi. Come accettarne però adesso l'imbarazzante gratitudine? Come difendersi dall'inevitabile vendetta che i terroristi cercano? E, soprattutto, come non pentirsi di non aver lasciato il Presidente al suo destino?
Intanto un uomo nell'ombra sta elaborando un altro piano per uccidere il tycoon, dibatte nel suo diario motivi e opportunità: la resa dei conti è vicina.
"Kill?" è un romanzo d'azione: ogni parola - un fatto. È una satira dell'Italia di oggi. È una storia fantastica, ma che stimola riflessioni serie.

Roberto Vacca, “Kill?”, pp. 170, Marsilio, 2005.

 


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