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Laboratorio di lettura:
Viaggiare in moto
a cura di Gaetano G. Perlongo

Maggio 2010

 

Rivisitando “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar, posso asserire che leggere i libri è come costruire ancora granai individuali, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.


I viaggi di Jupiter

Un libro di viaggi scritto da un giornalista inglese che si considera cittadino del mondo e che viaggia praticamente da quando è nato. E che sa parlare qualcosa come 8 lingue: quanto basta - almeno - per intendersi. Quattro anni di viaggio solitario intorno al globo, a bordo di una motocicletta. per conoscere il resto del mondo, ma anche per il piacere di viaggiare e mettere alla prova la propria personalità: 90.000 chilometri di deserti, montagne, fiumi e tanta gente di ogni tipo.

Ted Simon, “I viaggi di Jupiter. Il giro del mondo in motocicletta”, pp. 357, Longanesi & C., 1981.

Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta

Questo romanzo è una Grande Avventura, a cavallo di una motocicletta e della mente, è una visione variegata dell'America 'on the road', dal Minnesota al Pacifico, e un lucido, tortuoso viaggio iniziatico. Una mattina d'estate, il protagonista sale sulla sua vecchia, amata motocicletta, con il figlio undicenne sul sellino e accanto a lui un'altra moto con due amici. Parte per una vacanza con ""più voglia di viaggiare che non di arrivare in un posto prestabilito"". Ma fin dall'inizio tutto si mescola: il paesaggio, che muta di continuo dagli acquitrini alle praterie, ai boschi, ai canyons, i ricordi che dilagano nella mente, la rete tenace dei pensieri divenuti stantii"". E altri pensieri crescono come erbe dalla cronaca del viaggio: l'amico si ferma, ha un guasto, impreca, non sa cosa fare. E il narratore si chiede: qual è la differenza fra chi viaggia in motocicletta sapendo come la moto funziona e chi non lo sa? In che misura ci si deve occupare della manutenzione della propria motocicletta? Mentre guarda smaglianti prati blu di fiori di lino, gli si formula già una risposta: ""Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore"". Questo pensiero è la minuscola leva che servirà a sollevare altre domande subito incombenti: da che cosa nasce la tecnologia, perché provoca odio, perché è illusorio sfuggirle? Che cos'è la Qualità? Perché non possiamo vivere senza di essa? Come un metafisico selvaggio, come un lupo avvezzo a sfuggire alle trappole dei cacciatori, che in questo caso sono le parole stesse, il narratore avanza con la sua moto per strade deserte o affollate, seguito dal fantasma di Platone e Aristotele, e soprattutto dal ""fantasma della razionalità"", invisibile plasmatore della motocicletta e di tutto il nostro mondo. Ma nella sua ricerca una voce si incrocia con la sua, quella del suo Doppio, Fedro, che anni prima aveva pensato quelle [...].

Robert M. Pirsig, “Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta”, pp. 402, Adelphi (collana Gli Adelphi), 1990.

In vespa. Da Roma a Saigon

Sette mesi in sella ad una Vespa dall'Italia al Vietnam. Un viaggio che nasce da un sogno fatto a Singapore e poi si sviluppa, chilometro su chilometro, attraverso l'Asia, passando per Istambul e Teheran, il deserto del Beluchistan e Calcutta, Rangoon e Hanoi. Un intero continente e centinaia di incontri che hanno cancellato la parola solitudine da un viaggio intrapreso in solitaria.

Giorgio Bettinelli, “In vespa. Da Roma a Saigon”, pp. 300, Feltrinelli, 1997.


In vespa. Da Roma a Saigon

Durante un soggiorno in Indonesia Giorgio Bettinelli riceve in regalo una vecchia Vespa. Fino ad allora non aveva mai guidato un veicolo a due ruote. Dopo il suo "apprendistato scooteristico" attraverso l'Indonesia, decide di tornare in Italia per intraprendere un viaggio da Roma a Saigon, con la sua ormai inseparabile Vespa. Percorre 24000 chilometri, attraverso 10 paesi. Ciascun capitolo del libro è ambientato in una delle diverse nazioni e narra di strade in pessime condizioni, di paesi "difficili" o tormentati da conflitti e guerriglie interne, ma anche di momenti di sfrenata libertà, di paesaggi indimenticabili e incontri con le persone più svariate, sullo sfondo di un'Asia misera e opulenta, tragica ed esilarante.

Giorgio Bettinelli, “In vespa. Da Roma a Saigon”, pp. 300, Feltrinelli (collana Universale economica. Traveller), 2003.

Brum brum. 254.000 chilometri in Vespa

Fra il 1994 e il 1995, Giorgio Bettinelli inizia il suo viaggio dall'Alaska alla Terra del Fuoco e fra il 1995 e il 1996 attraversa in Vespa i 52.000 chilometri che separano Melbourne da Città del Capo. Dopo le mille vicende e gli incontri della prima tappa, Bettinelli si avventura in un viaggio durato oltre tre anni che dal Cile lo porta alla Tasmania, attraverso Americhe, Siberia, Europa e Africa.

Giorgio Bettinelli, “Brum brum. 254.000 chilometri in Vespa”, pp. 393, Feltrinelli (collana Universale economica. Traveller), 2004.

Un diario per un viaggio in motocicletta

Nel dicembre del 1951 due ragazzi argentini partono su una sgangherata motocicletta da Cordoba, decisi ad attraversare il continente fino al Venezuela. Entrambi studenti di medicina, Ernesto Guevara de la Serna e Alberto Granado termineranno quel lungo viaggio il 26 luglio 1952. Qualche tempo dopo l'uomo che la storia ricorderà con il soprannome di "Che", riordina i suoi appunti in un libro, che è il dettagliato resoconto delle traversie affrontate in migliaia di chilometri. Chi scrive non è ancora il comandante Che Guevara, ma un ragazzo entusiasta, incline alle avventure picaresche e già infiammato da quella bramosia di vivere e di conoscere che lo accompagnerà in tutta la sua breve esistenza.

Ernesto Guevara, “Latinoamericana. Un diario per un viaggio in motocicletta”, pp. 128, Feltrinelli (collana Universale economica), 2004.

Rhapsody in black. In vespa dall'Angola allo Yemen

20.000 chilometri in Vespa, sei mesi e mezzo all'interno di un viaggio di 144.000 chilometri e tre anni e otto mesi dal Cile alla Tasmania: un viaggio attraverso Angola, Namibia, Botswana, Sudafrica, Lesotho, Swaziland, Mozambico, Zimbabwe, Malawi, Tanzania, Kenya, Etiopia e Gibuti, per completare il periplo, iniziato in Marocco, di un continente dove l'ingiustizia, la vulnerabilità e la tragedia sono elevate all'ennesima potenza, una Babele dove ragazzini dodicenni addestrati dai guerriglieri hanno già ucciso e bevuto il sangue dei nemici; dove la corruzione e la disonestà sono virtù per sopravvivere.

Giorgio Bettinelli, “Rhapsody in black. In vespa dall'Angola allo Yemen”, pp. 331, Feltrinelli (collana Feltrinelli Traveller), 2005.

Long Way Round

Percorrere più di trentamila chilometri in motocicletta. Attraversare tutta l'Asia, il Canada e una parte degli Stati Uniti. Farlo con un amico, il migliore amico, e con lui partire da Londra, passare per l'Ucraina, il Kazakhistan, la Mongolia e la Russia. Arrivare in Alaska e, da lì, sempre sulla moto, giungere fino a New York. È quello che sognava ed è quello che ha fatto Ewan McGregor (protagonista di film come "Trainspotting", "Moulin Rouge", "Guerre stellari" e "Big Fish") insieme all'amico, anch'egli attore, Charley Boorman.

Ewan McGregor, Charley Boorman, “Long Way Round. Viaggio in motocicletta da un capo all'altro del mondo”, pp. 308, Mondadori (collana Strade blu), 2005.

Viaggio ai confini dell'Occidente

Ultima frontiera dell'Occidente in Europa, compressa dalla Storia del secondo Novecento, Far Est d'Italia. Un luogo diviso tra Nord e Sud, tra cattolici e mussulmani, tra ricchi (pochi e spesso trafficanti) e poveri (spesso emigrati) è un caleidoscopio affascinante, un vero viaggio, uno degli ultimi d'esplorazione che oggi ci si possa permettere. Con un mezzo nostalgico degli anni '60, la motocicletta, senza zen ma con ammortizzatori robusti, senza cromature alla Easy Rider ma con gomme dentate modello Enduro. Le strade della California sono lontanissime ma l'ultima frontiera d'Europa non teme film e suggestioni dal passato Usa&Getta. È cruda e affascinante senza orpelli. È avventura. Quella ancora vera.

Maurizio Crema, “Viaggio ai confini dell'Occidente. In moto sulle strade dell'Albania”, pp. 150, Ediciclo (collana Altri viaggi), 2005.

Il giro del mondo in moto

Marco Deambrogio ha una passione divorante, totale: andare lontano, vedere cosa si nasconde oltre la prossima curva... Dice di non essere un viaggiatore estremo, ma guardando le sue imprese riesce difficile credergli: dalla Nuova Guinea all'Amazzonia, spingendosi fino al Polo Nord con una spedizione russa. Forse tutto nasce quando legge, ancora ragazzino, i romanzi di Salgari, Stevenson e London, o forse quando sperimento una prima fuga in motorino attraverso la Pianura Padano, sognando però di sfrecciare verso Pechino. Poi, nel 1996 ai voli di fantasia si sostituiscono i chilometri macinati con ogni mezzo: a piedi, con gli sci, in auto e, infine, in motocicletta. Di cui scrive diari, seguendo l'esempio di celeberrimi predecessori. E un giorno, mentre attraversa l'outback australiano in jeep, è colpito da una visione folgorante: sui bordo della pista sabbiosa, in mezzo a quel nulla riarsa dal sole, c'è lo scheletro di una moto. Monumento a un temerario che ha fallito, avendo però tentato l'impensabile. Una follia, certo, ma perché tarparsi da solo le ali perché non progettare un viaggio ai confini dell'impossibile, tra guerriglieri e bufere di neve, poliziotti corrotti, geyser, capodogli e crateri misteriosi? In fondo, per fare il giro del mondo occorre assumere lo stesso atteggiamento che si ha in qualsiasi altro viaggio: affrontare una tappa per volta e assaporarle tutte.

Marco Deambrogio, “Il giro del mondo in moto”, pp. 211, Sperling & Kupfer (collana I fuoriclasse), 2006.

BMW. Le moto. Tutti i modelli dal 1923 a oggi

Gli appassionati di moto BMW, storico acronimo della Bayerische Motoren Werke, possono da sempre contare sull'estrema affidabilità e versatilità dei modelli; con questo libro potranno soddisfare ogni curiosità sulle loro moto d'elezione grazie anche a un ricco apparato di immagini. Il volume ripercorre la gloriosa storia della Casa di Monaco attraverso l'evoluzione tipologica e tecnologica di tutti i modelli prodotti: dal mitico motore bicilindrico boxer a due valvole al recentissimo motore bicilindrico in linea. Le immagini, in parte frutto di una campagna fotografica eseguita espressamente per questo libro, sono accompagnate da schede tecniche e da una descrizione dei singoli modelli e delle loro varianti.

Valerio Boni, “BMW. Le moto. Tutti i modelli dal 1923 a oggi”, pp. 240, Mondadori Electa (collana Illustrati. Hobby e collezionismo), 2006.

Inclinazioni di viaggio

Questo è un libro che nasce dalla passione per la moto e per la montagna. L'autore la racconta ripercorrendo i volti, i paesaggi e le avventure che lo hanno accompagnato in oltre 400 passi alpini: fra le pagine si intrecciano le storie degli amici del motoclub Lunardi di Parma; quelle dei motoraduni; o quelle semplicemente ispirate, di volta in volta, dalla strada.

Gilberto Signifredi, “Inclinazioni di viaggio. Storie di moto e di centauri sulle Alpi”, pp. 162, Robin (collana I libri da scoprire), 2007.

Il mondo sotto due ruote

Impressioni, avventure, emozioni scritte con la giusta ironia e la sincera partecipazione di chi vive il viaggio come un momento indispensabile della propria esistenza.

Massimo Cavallo, “Il mondo sotto due ruote. 70.000 km attraverso i cinque continenti”, pp. 144, L'Artistica Editrice (collana Arpimedia), 2007.

Moto, strade, mondi

Questo libro si occupa di un fenomeno contemporaneo che dagli anni Ottanta ha vissuto un notevole incremento di interesse da parte di molti utenti, giovani e meno giovani, delle due ruote motorizzate: il mototurismo. Il percorso di lavoro prevede una ricerca bibliografica relativa ai contributi sul turismo provenienti dall'antropologia in primis, ma anche dalla sociologia e dalla psicologia. Vengono inoltre effettuati rimandi ad opere di carattere storico, saggistico e letterario riguardanti il motociclismo in generale ed il mototurismo in particolare, nonché incursioni nella storia dell'arte moderna e contemporanea, del cinema e della musica, contesti strettamente connessi con l'universo motociclistico. Il lavoro prevede il frequente ricorso a materiali d'archivio, periodici del settore, riviste motociclistiche, siti web di gruppi ed appassionati dediti alla passione delle due ruote motorizzate. L'intento dell'opera, in definitiva, è quello di assegnare alla pratica del mototurismo uno spazio adeguato nel panorama delle molteplici tipologie turistiche oggi praticate.

Luciano Milanese, “Moto, strade, mondi. La motocicletta come strumento di esperienza”, pp. 196, Edizioni Sabinae, 2008.

Col cuore in moto

Un'educazione sentimentale ironica e smagata. Un giovane siciliano con le sue moto conosce il mondo, i suoi dolori e le sue gioie. C'è anche il sesso, l'amore, ma soprattutto c'è il grande sogno-desiderio verso l'oggetto mobile motocicletta, che è di più del corpo di una donna e poi può essere un tramite perfetto per arrivare al femminile.

Roberto Nobile, “Col cuore in moto”, pp. 102, Coniglio Editore, 2008.

La Cina in Vespa

Dopo quattro lunghi viaggi in Vespa attraverso 134 paesi, dopo più di 250.000 chilometri in sella alle sue due ruote, nel 2004 Giorgio Bettinelli decide di iniziare una nuova vita in Cina. Compra una casa sulla riva sinistra del Mekong, si sposa. Sembra l'avvio di una stagione della vita più sedentaria, o almeno più tranquilla. E invece il demone del movimento è di nuovo in agguato. Il quinto viaggio comincia nel maggio del 2006. Questa volta è un viaggio in un paese solo, ma toccherà tutte le trentatré realtà geografiche che compongono l'immenso mosaico cinese: un All China Tour su due ruote in cui con ironia, con affabilità, con annotazioni puntuali, Bettinelli fa immergere il lettore nel grande punto interrogativo rappresentato dalla Cina di oggi. Dai minuscoli villaggi di provincia agli immensi cantieri cittadini, dalle strade sconnesse ai modernissimi snodi autostradali, dai deserti sconfinati agli shopping malls all'occidentale. Sono diciotto mesi, 39.000 chilometri, per incontrare nuovi ricchi e contadini, burocrati e donne bellissime, vecchi e giovani, per sentire qualcosa degli infiniti sapori e colori, suoni e silenzi che cadenzano la vita di tutti i giorni nei territori dell'antico Impero Celeste. Per conoscere cosa c'è davvero dentro il nuovo miracolo cinese.

Giorgio Bettinelli, “La Cina in Vespa”, pp. 348, Feltrinelli (collana Feltrinelli Traveller), 2008.

Destinazione Afghanistan

"Nella vita ci sono due tipi di persone: quelli che restano a casa e gli altri" diceva Rudyard Kipling, omaggiando il coraggio di chi accetta il richiamo e la sfida della strada e del destino. Marco Deambrogio non appartiene a nessuna delle due categorie perché, per lui, la casa è la strada, l'interminabile nastro di terra che è promessa di stupore, la rotta lungo la quale questo navigatore di terraferma ha eternamente bisogno di prendere il mare. Come un Marco Polo del terzo millennio che ha sostituito il cavallo con la motocicletta, si fida più dell'istinto che delle mappe e tiene in tasca frammenti di mille lingue per poter parlare con tutti coloro che incontra. Deambrogio non si è accontentato del giro del mondo compiuto nel 2001; l'anno seguente, deciso a portare una testimonianza di pace nell'Afghanistan devastato dalla guerra angloamericana ai talebani e una donazione a un centro di primo soccorso aperto da Emergency, è tornato in sella per una nuova impresa, affascinante e rischiosa. Un viaggio da Milano a Kabul, sulla stessa moto con cui aveva attraversato le Americhe e l'Asia, con lo stesso bagaglio leggero, la stessa voglia di raccontare il suo contagioso entusiasmo di viaggiatore. Senza fretta, senza pregiudizi, senza tappe forzate, senza visti di ingresso, tanto una soluzione si troverà. Spesso sorprendente.

Marco Deambrogio, “Destinazione Afghanistan”, pp. XIII-237, Sperling & Kupfer (collana I fuoriclasse), 2008.

Il cuore a due cilindri

È possibile sentirsi un motociclista, anche se si lavora in una banca d'affari e si hanno tre figli? Che cosa significa essere un biker? E soprattutto, perché proprio con una Harley-Davidson? Tormentato da questi dilemmi esistenziali ed esasperato dai luoghi comuni che ammorbano l'immagine della motocicletta più affascinante al mondo, l'autore ripercorre la sua vita attraverso un libro su tutto ciò che ruota attorno all'ambiente biker italiano. Dalle castagnate della domenica al raid Milano-Dakar, dagli Hells Angels ai "cumenda" con l'Electra-Glide, un lungo viaggio attraverso gli ambienti e i personaggi che animano questo variopinto mondo e lo rendono unico. Ma ci vorranno molti anni, migliaia di chilometri e pochi amici per capire i profondi significati della fratellanza dei bikers. Una storia di ostacoli e tribolazioni, che induce a diventare veri motociclisti. O a scoprire che sotto il gessato grigio può battere un selvaggio cuore a due cilindri.

Roberto Parodi, “Il cuore a due cilindri. Viaggi e riflessioni di un motociclista innamorato della sua Harley-Davidson”, pp. 236, FBE (collana Le caravelle), 2008.

L'Italia in moto sulle strade più belle

L'Italia è terra ideale per viaggiare in moto: clima favorevole, a ogni curva ricchezza di cultura e paesaggio, strade da fare invidia a mezza Europa. L'Italia in moto propone gli itinerari più belli che si snodano prevalentemente lungo l'arco alpino e la dorsale appenninica. Sperimentate e descritte tutte le aree mitiche: i tracciati di gare storiche, i passi di montagna classici, i punti di ritrovo, i motoraduni. Un volume ideale per il motociclista interessato al piacere della guida ma anche e soprattutto alla meta, che ama scoprire luoghi e strade ma cerca anche suggerimenti sulle deviazioni da non perdere, sulle possibilità di alloggio e sulla buona tavola.

AA.VV., “L'Italia in moto sulle strade più belle”, pp. 282, Touring (collana Guide tematiche), 2008.

Corri fiero

Sonny Barger è il perfetto interprete della vita da biker. Tanto perfetto da esserne diventato l'icona di riferimento. Dopo aver raccontato la sua vita "maledetta" in una straordinaria biografia, l'Hell's Angel fuorilegge per eccellenza trascina il lettore nelle storie pericolose, fracassone e assolutamente vere dei suoi fratelli e delle sue sorelle, dei suoi compagni di strada e di avventura nella ricerca inesausta di libertà, individualismo e della "cavalcata perfetta". Sono storie indimenticabili: gare e risse, battaglie e fratellanza, avventure divertenti fino alle lacrime e inevitabili scontri con le forze dell'ordine e la legge ("John Law"). Le più colorite leggende dell'Olimpo dei biker tornano a vivere in queste pagine: feroci tagliagole come Cincinnati, ospite abituale delle prigioni di Stato fra una tappa e l'altra dei suoi viaggi; lupi solitari come Moto Guzzi Ron e la sua grande corsa verso il Polo Nord (lotte con orsi incluse); la saga anni Sessanta di Loaded Linda. Ma anche celebrità come Steve McQueen e David Crosby vivono e respirano attraverso il racconto di Barger, celebrazione vigorosa dello spirito e dell'orgoglio su due ruote, della fedeltà alla grande famiglia e dell'amore per le vecchie moto, più forte di quello per qualsiasi essere umano.

Ralph Barger, Keith Zimmerman, Kent Zimmerman, “Corri fiero. Vivi libero. Selvagge storie di bikers”, pp. 286, Baldini Castoldi Dalai (collana I tascabili), 2009.

Hasta la fin del mundo... in Vespa!

16 dicembre del 2005: dopo un avventuroso viaggio di oltre 4.500 chilometri una singolare spedizione raggiunge Ushuaia, la città più australe del mondo, all'estremo sud della Tierra del Fuego. Di ventiquattro Vespa partite da Buenos Aires solo ventidue riescono nell'impresa di attraversare la Pampa e la Patagonia lungo la Cuarenta, "spina dorsale" dell'Argentina, una secolare strada in terra battuta che si snoda ai piedi delle Ande e che, ancora oggi, rappresenta una vera e propria sfida per chi vi si avventura: la leggendaria Ruta 40. Una sfida a bordo di un fuoristrada, una follia in sella a delle Vespa. Una storia vera. La cronaca on the road della straordinaria esperienza vissuta dall'autore insieme a un gruppo di persone normali, improbabili "raider patagonici" che nella vita sono artigiani, meccanici, impiegati, padri di famiglia, studenti. Un viaggio ricco di imprevisti, a volte drammatici, narrati col trasporto di chi li ha vissuti in prima persona da cui trapela la determinazione di chi ha saputo arrivare fino in fondo. Il racconto è punteggiato da diversi aneddoti, anche umoristici, ed è arricchito da ricordi, approfondimenti storici e spunti di riflessione da cui traspare lo stato d'animo dell'autore e dei suoi compagni.

Lorenzo Franchini, “Hasta la fin del mundo... in Vespa!”, pp. 395, A.CAR., 2009.

Scrittori in moto

La letteratura ha dovuto familiarizzare con la motocicletta già nel periodo della belle époque, coincidente con la nascita delle prime case motociclistiche, quando s'impone agli scrittori un ammodernamento sulla base degli strumenti messi a disposizione della tecnica. Bisogna, dunque, rinnovare generi vecchi di secoli, come il sonetto o il romanzo, mediante nuovi contenuti; è necessario superare i limiti imposti dalla tradizione anche con l'ausilio di ciò che offre la società. Tutto si va rapidamente velocizzando e anche la scrittura deve essere portatrice di tale valore. I mezzi di trasporto hanno anche permesso di coniare neologismi e, in un certo senso, hanno concesso agli scrittori di giocare con la sintassi e la grammatica italiana. La presenza della motocicletta nella letteratura moderna offre l'immagine per comprendere lo sfondo ambientale, la società moderna, la mitizzazione della meccanica e le pulsioni, le attese e i desideri che l'uomo contemporaneo vive nella complessità della propria esistenza quotidiana. La tradizione culturale, ormai consolidata all'inizio di questo XXI secolo, connota positivamente la motocicletta, perché essa è diventata sinonimo di progresso e del rapido cammino dell'umanità verso nuove frontiere e conquiste della scienza e della tecnica. Questo libro vuole rappresentare un primo passo verso la catalogazione e la classificazione delle novità portate dal veicolo a due ruote nel panorama letterario del XX e del XXI secolo.

Francesca Strazzi, “Scrittori in moto. La motocicletta nella letteratura”, pp. 312, Fabrizio Serra Editore (collana Letteratura e dintorni), 2009.

Cento passi alpini in moto

Strade entusiasmanti, ricche di tornanti e curve, ad alto contenuto adrenalinico, sono la gioia di ogni motociclista. Per visitare in moto 100 passi alpini divisi per nazione, molti italiani o con punto di partenza o arrivo in Italia, ecco un manuale agile e completo che aiuta ad organizzare un percorso, lungo o breve che sia, a cavallo delle Alpi e ad affrontare strade panoramiche e altitudini diverse senza farsi trovare impreparati. Ciascun passo è corredato da immagini e cartine sia topografiche che altimetriche, insieme a una descrizione sintetica del percorso e a dati tecnici indispensabili per i motociclisti. La flessibilità nell'organizzare i propri itinerari, che possono essere pianificati abbinando più passi tra loro, la presenza di sei itinerari già costruiti a cui ispirarsi, le cartine riassuntive nei risguardi che permettono di orientarsi facilmente all'interno della guida, rendono questo libro uno strumento imperdibile per gli appassionati dei viaggi su due ruote.

Heinz E. Studt, “Cento passi alpini in moto. Le più belle curve delle Alpi in Italia e in Europa”, pp. 285, Mondadori Electa (collana Scoprire l'Italia), 2010.

 


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