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Laboratorio di lettura: Ryszard Kapuscinski
a cura di Gaetano G. Perlongo

Luglio 2006

 

Rivisitando “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar, posso asserire che leggere i libri è come costruire ancora granai individuali, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.


In viaggio con Erodoto

Kapuscinski ripercorre i suoi viaggi, le sue inchieste senza più l’affanno del reporter, ma affidandosi questa volta al ricordo e alla rielaborazione. Kapuscinski si prende un momento di pausa e riflessione e ripercorre le proprie vicende, raccontando retroscena finora ignorati delle sue storie: dall’infanzia povera a quando, fresco laureato, venne mandato allo sbaraglio prima in India e poi in Cina, senza conoscere niente di quei paesi. Ripercorre i viaggi in Africa, in Egitto, in Iran, poi di nuovo in Africa, rievocando sotto tutt’altra luce e con mano leggera le vicende storiche che ve lo hanno portato. Ci rivela le difficoltà incontrate di fronte alla vastità della materia da dominare, interpretare e giudicare. E, di fronte a queste difficoltà, il suo punto di riferimento, il suo livre de chevet, il testo da leggere e rileggere è sempre stato Erodoto. La lettura di Erodoto non di rado lo appassionava più del lavoro da svolgere. Erodoto, come Shakespeare, ha visto il microcosmo delle passioni umane e il macrocosmo delle vicende storiche. Da un lato ci ha narrato come la Grecia abbia ritardato di secoli l’avanzare dell’Asia in Europa e, dall’altro, ha rappresentato la brama di potere, la crudeltà, la cecità di piccoli e grandi satrapi. Erodoto fa capolino dalle storie di Kapuscinski, compare e scompare, viene chiamato a descrivere i meccanismi dell’animo umano, le sue grandezze, i suoi errori. Non siamo tuttavia di fronte a uno studio accademico o all’omaggio sentimentale dedicato a un autore molto amato. L’idea guida di Kapuscinski è che Erodoto è stato non tanto uno storico, quanto il primo vero reporter della storia: il suo bisogno di viaggiare, di toccare con mano, di raccogliere dati, paragonarli ed esporli, con tutte le necessarie riserve che è giusto nutrire riguardo alle storie riferite da altri, fa di Erodoto un giornalista a pieno titolo. Pur rimaneggiando la materia storico-politico-culturale che gli è sempre stata congeniale, Kapuscinski riesce a darci un’opera nuova: un libro che procede a zig zag, che descrive le cose con distacco, senza ombra di pedanteria, divertente nella sua serietà e serio nella sua leggerezza. Ancora una volta, Kapuscinski torna a dirci che per fare il reporter occorrono la testardaggine del bambino che assilla il padre con innumerevoli “perché?” e la certezza che tutte le culture, anche le più lontane, fanno parte dello stesso unicum che è l’uomo. E le confidenze autobiografiche che ci regala sono una deliziosa primizia da parte di un autore solitamente assai parco di notizie su se stesso. Per chi volesse conoscere meglio Ryszard Kapuscinski, nella traduzione italiana può trovare: “Il Negus. Splendori e miserie di un autocrate” (1983), definito da “Newsweek” tra i migliori dieci libri del 1983; “Imperium” (1994), un reportage sull’impero sovietico e il suo dissolvimento, la narrazione in un’affascinante e personale chiave per capire l’ex Unione Sovietica, dove ricordi, personaggi, luoghi e motivi si rincorrono e si sovrappongono dal 1939 al 1992; “Lapidarium. In viaggio tra i frammenti della storia” (1997), un libero intarsio di meditazioni che traggono ispirazione dai viaggi, dalle letture, dalle riflessioni dall’esperienza, pezzi di diario di eventi storici; “Ebano” (1998), un fantastico reportage nel quale vengono raccontati i suoi quarant’anni di esperienza come inviato nei paesi africani, nel 2000 questo libro ha ottenuto un riconoscimento al “Premio Viareggio-Repaci”; “Shah-in-shah” (2001), resoconto della sua permanenza di Kapuscinski in Iran, negli anni in cui la monarchia sanguinaria di Reza Palevi, con l’avvento religioso di Khomeini (1979), aveva fine; “La prima guerra del football e altre guerre di poveri” (2002).

Ryszard Kapuscinski, “In viaggio con Erodoto”, pp. 264, Feltrinelli, 2006.


Risorse:

http://www.kapuscinski.hg.pl
Laurea ad Honorem a Ryszard Kapuscinski (pdf)

Ryszard Kapuscinski: Memorie di guerra (link)
Ryszard Kapuscinski: Incontro di civiltà (link)
A Kapuscinski il premio Principe de Asturias (link)
Ryszard Kapuscinski: Se l´Europa non è più il centro del mondo (link)
Premio Grinzane per la Lettura a Kapuscinski: la motivazione (link)
Ryszard Kapuscinsky: Non bastano gli eserciti per combattere il terrorismo (link)
“Erodoto è il padre dei miei reportage.” Intervista a Ryszard Kapuscinski (link)
Guerre e pace. Intervista a Ryszard Kapuscinski (link)
Ryszard Kapuscinski, intervista all'autore di Lapidarium (link)

Un sentito ringraziamento alla dr.ssa Nicoletta Realini dell'ufficio stampa Feltrinelli - http://www.feltrinelli.it

 


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