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Christopher Hitchens - Processo a Henry Kissinger
di Alessandra Ruberti
Fazi Editore


l'opera


Al di là del tono costantemente provocatorio delle sue pagine, Christopher Hitchens ci guida attraverso l'incredibile galleria degli orrori che è stata l'attività politica (e affaristica) di Henry Kissinger, uomo chiave delle amministrazioni americane negli anni Sessanta e Settanta.
Il libro di Hitchens è l'ultimo di una folta schiera di libri sulla vita di uno dei più controversi uomini politici americani, ma risultano evidenti due momenti centrali.
Il primo è che Henry Kissinger sarebbe uno dei principali burattinai delle tragedie della guerra del Vietnam e del suo "allungamento" dopo il 1968; degli eccidi in Indocina, con i bombardamenti su popolazioni inermi; del genocidio perpetrato in Bangladesh; della distruzione del sogno democratico cileno che vide la morte ancora oggi poco chiara del presidente Salvador Allende; dell'invasione di Cipro da parte della Grecia dei Colonnelli; dell'invasione preannunciata e appoggiata militarmente del Timor Est da parte dell'Indonesia; dell'opera di discredito contro il giornalista esule greco Demetracopoulos; perfino dell'assassinio a Washington dell'ex ministro degli Esteri cileno, Orlando Letelier, e del suo assistente con un'autobomba.
Molte di queste vicende sono note agli attivisti dei diritti umani, ma è ugualmente interessante fare un po' di ripasso soprattutto perché il libro offre una cornice politica puntuale e comunque densa di spunti entro cui collocare tante violazioni dei diritti umani denunciate dalle associazioni che si battono per difendere i più deboli.
E questa cornice politica resta valida anche se si eliminano dal libro i toni provocatori e chiaramente di parte: al di là della figura di Kissinger, resta un quadro assolutamente tragico nella sua realtà.
Si arriva così al secondo punto. Hitchens rivolge un invito che suona anche come un ammonimento: sta al potere giudiziario, alle associazioni che difendono il rispetto dei diritti umani e alle organizzazioni non governative trascinare Henry Kissinger innanzi alla giustizia con l'accusa di crimini contro l'umanità affinché possa uscire fuori tutta o almeno una parte della verità e chi è colpevole paghi finalmente il suo debito. Hitchens ricorda Pinochet e Videla, quasi a incoraggiare chi ancora sia dubbioso e timoroso.
In caso contrario Hitchens constata amaramente che ci sarebbe solo un profondo senso di vergogna innanzi alle tante vittime e ai tanti sopravvissuti che tentano di ottenere giustizia soltanto con la loro coscienza e con la loro dignità.


Il testo

Christopher Hitchens, Processo a Henry Kissinger, Fazi Editore, Roma, 2003.

Per gentile concessione del web site http://www.colait.org/

 


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