Magazine di Arte, Cinema, Comics/Manga
Letteratura, Musica, Scrittura creativa, Teatro

Anno XI - N° 138 - Ottobre 2013

 

Sostieni Emergency

Chi Siamo Sommario Elzeviro Poesia Indice Autori Gerenza




 


 

 

Home Page


In primo piano


La suprema virtù è la non violenza
di Antonino Prestigiacomo




Un uomo cambiò le sorti di una nazione senza l’uso delle armi. Era un filosofo, un avvocato, uno studioso e un uomo semplice con il cuore ricolmo di insegnamenti da donare al mondo. Non era Dio, ma forse da Lui ispirato. Un uomo che parlava di non violenza ed esortava a ribellarsi passivamente davanti all’oppressione di un potente stato coloniale e autoritario che dominava la sua patria. Fu un grande rivoluzionario e le sue parole riecheggiano ancora nel mondo. Si è discusso talmente tanto della vita di quest’uomo che ricostruirne adesso l’intera biografia sembra una cosa superflua ormai, perciò forse è più importante assaporare il succo di una morale per certi versi in comprensibile per una società troppo frenetica come la nostra, una morale fondata sulla pace, sul dissenso, sul digiuno come protesta, un tumulto di idee senza schiamazzi popolari. Quante possibilità c’erano che Machiavelli considerasse tutto ciò come valide “virtù” per la riconquista della propria nazione? Nessuna! Ma piuttosto, combattere, ingannare, uccidere, sfruttare a proprio favore la “fortuna”, predicherebbe il gran cancelliere, e invece Gandhi sublima uno dei concetti umani più alti, la non violenza, rendendolo elemento indispensabile per il governo di uno stato e lo pone altresì a fondamento di una religione. Quando le nazioni impareranno a stringersi la mano scambiandosi un sorriso in segno di pace, avranno reso onore ad un grande principio e un grande uomo, si saranno ricoperte di virtù dinanzi alle rispettive generazioni future, e mediteranno fra se stesse che hanno perso soltanto del tempo prezioso non aderendo prima a questo principio.

“La maggior parte della gente non comprende il complesso meccanismo del governo. Non si rende conto che ogni cittadino silenziosamente, ma non per questo meno fermamente, sostiene il governo del giorno in modi dei quali non è consapevole. Perciò ogni cittadino si rende responsabile di ogni atto del suo governo. Ed è senz’altro giusto che egli lo sostenga fino a quando le sue azioni sono sopportabili. Ma quando nocciono a lui e alla nazione diventa dovere del cittadino ritirare il suo appoggio.”

 

Mahatma Gandhi (Porbandar, 2 ottobre 1869 – Nuova Delhi, 30 gennaio 1948)

 


Tutti i diritti riservati © 2013 Il Convivio - Partner tecnologico Pertronicware

Rubriche

E-book della poesia
Proposte di lettura
Recensioni
Comunicati
Links
Box e-mail
Archivio



Risoluzione consigliata: 800 x 600 pixel - Browser: Microsoft Internet Explorer 4.0 o successivi