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Vittoriano Esposito, "Questioni Siloniane (vecchie e nuove)". Avezzano, Ed. Marsica Domani, 2003, pag. 208.
di Francesco De Napoli

La sintetica Premessa di Vittoriano Esposito vale a spiegare le ragioni di questa ennesima "fatica" critico-editoriale in memoria di Ignazio Silone:
"Sfogliando la sterminata bibliografia attualmente disponibile, c'è da stupirsi, e non solo da rammaricarsi, del fatto che esistono interpretazioni diffuse anche in testi autorevoli (…), che tendono a far passare Silone come uno scrittore mosso solo da istanze politico-sociali, sulla linea del verismo ottocentesco, oppure un rigido e freddo moralista dall'impegno etico-religioso, con i paraocchi della borghesia occidentale. Interpretazioni riduttive, che non corrispondono a verità, in quanto non tengono conto del messaggio rivoluzionario, sul piano dei valori e non delle teorie, che Ignazio Silone ci ha lasciato, all'insegna del binomio inscindibile di giustizia e libertà".
La Prima Parte è intitolata polemicamente "Appunti e disappunti per interventi uffciali", e si apre con alcune riflessioni sul racconto "Viaggio a Parigi" di Silone, per spaziare poi sulla sua visione umanistico-cristiana, non solo relativa al microcosmo della Marsica ma di tutti i paesi e le popolazioni diseredate del pianeta. Esposito tiene a sottolineare un dato fondamentale:
"A giudizio quasi unanime della critica, la singolare novità di Silone come uomo e come scrittore, nel quadro della letteratura europea e non solo italiana, sta soprattutto nel fatto che, pur non essendo egli un credente né un praticante nel senso comune del termine, con l'opera sua ci ha dato una visione essenzialmente religiosa della vita e della storia, una visione ispirata a principi di un cristianesimo tutto evangelico, deprivato delle sovrastrutture dottrinali".
L'autore di Avezzano riporta giudizi essenziali come quello di Geno Pampaloni, il quale fece notare come in Silone la materia ispiratrice, così spoglia di "abbellimenti e mistificazioni intellettuali", fosse tale da far passare la sua Opera per quella di un neo-realista, mentre si tratta, di fatto, di un "realismo simbolico", di "paesaggi dell'anima", ove il sentimento è "gelosamente rimosso" e la "coscienza sepolta" (specie nei primi romanzi).
La Seconda Parte, "Note di recensione", ripubblica in maniera sistematica interventi usciti in occasione di apprezzabili avvenimenti dedicati all'autore di "Fontamara", come ad esempio allorché l'opera del Nostro venne finalmente "consacrata" nella collana "I Meridiani" Mondadori.
L'Appendice "Noterelle sparse" riunisce articoli di rilievo, come le interviste a Vittoriano Esposito a cura di Luce d'Eramo e di Simone Gambacorta.

Un libro importante che testimonia l'immenso amore di Esposito per la lezione e l'opera siloniana.

 


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