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Francesco De Napoli, "La dimensione del noùmeno. Poesie 1979-2002", Prefazione di Sandro Montalto. Novi Ligure, Edizioni Joker, 2003, pag. 48, € 8,00.
di Stefanino Conte

La Prefazione di Sandro Montalto pone l'accento sulla originale commistione di introspezione psicologico-individualistica e di solidarismo politico-sociale presente nella poetica di Francesco De Napoli:
"Dotato di un timbro forte e di una buona capacità di trasformare gli avvenimenti in parole, De Napoli sa di poter sempre contare sulle sue qualità di attento osservatore dei fenomeni minimi e massimi, fonte di ispirazione per testi che non dimenticano mai la perpetua coesistenza di intimo e pubblico, la necessità di rinverdire la pagina con la nobiltà dei sentimenti e di scoprire l'inconfondibile traccia dell'esperienza umana senza banalizzazioni, bensì celebrandola con il sapiente uso del verso. Una poesia, infine, come ha notato Dante Strona, "civile" per una forza interiore che ribadisce i valori nei quali molti hanno creduto pagandone aspramente e di persona le conseguenze, ed anche "un modo cordiale di fare poesia, fra passione e memoria" (Giorgio Bárberi Squarotti). In ogni momento l'autore evita di precipitare nell'abisso del mondo senza ideali recuperando a un tempo la memoria e il valore/gusto della parola".

L'antologia rappresenta il meglio della produzione poetica del Poeta lucano, nato a Potenza nel 1954 e residente a Cassino fin da bambino. L'estro poetico di Francesco De Napoli fu "scoperto" dal compianto Giampaolo Piccari di Forlì, fondatore dell'indimenticabile rivista "Quinta Generazione". Da allora, della sua opera si sono interessati i più importanti critici letterari, fra i quali Giovanni Meneghello, il quale ebbe a scrivere nel "Dizionario Autori" edito da Miano:
"Della sua poesia colpisce l'intensa partecipazione alle contrastate vicende della vita sociale, alle sue ingiustizie e ipocrisie, ai pregiudizi che la condizionano. Ma il discorso poetico non approda, come sembrerebbero suggerire le premesse, ad esiti disperati: la profonda vena moralistica aiuta il poeta a non cadere nell'abisso aperto dalla caduta dei valori e a recuperare il senso ormai perduto della parola, poiché la parola è implicita fede nell'uomo, e nel segno di questa fede può aprirsi quell'esile filo di ottimismo che fa presagire un futuro migliore. Non meno sorprendente è il legame che De Napoli sa stabilire tra il proprio mondo interiore e le cose, gli avvenimenti, le persone che popolano l'esistenza quotidiana".

Un successo e un talento consacrati a livello internazionale dal lungo sodalizio, dal caloroso rapporto di stima e di affetto stabilito ormai da circa un ventennio con il massimo Poeta vivente, ovvero col grande Maestro russo Evgenij A. Evtushenko, il ribelle "Bastian contrario" della letteratura russa, assertore del "disgelo" e precursore della "perestroika".

 


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