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Fiabe d'entropia: L'uomo, Dio, il diavolo
a cura di Gaetano G. Perlongo
Garzanti


l'opera


Un’escursione teologale che tocca nervi scoperti e infiamma le fantasie più dei romanzi, confutando sadomasochismi misticoidi, vaniloqui, malafede dialettica, imbroglio politicante.

In termodinamica l'entropia misura il disordine d'un sistema e nella commedia umana "ordine" significa norme ubbidite. Questo libro studia gli alti e bassi dell'entropia partendo dal teatro celeste come lo vede Aurelio Agostino, futuro santo: è un berbero bollente, intelligentissimo, erotomane malinconico, manicheo deluso; 1632 anni fa salpa da Cartagine perché vuol insegnare retorica a Roma, dove l'attaccabrighe Girolamo, segretario del papa Damaso, governa un harem ascetico, ma Iddio lo manda a Milano, professore-panegirista. Crisi mistica, conversione, micromiracoli, battesimo. Torna in Africa: diventa vescovo d'Ippona; scrive a fiumi; sgomina Morgan, monaco britanno campione del libero arbitrio; elabora una psicologia del piacere traendo fosche conclusioni. Nei 13 secoli seguenti ogni tanto riesplodono furiose dispute, dove barano partiti, Ordini, gerarchie, concili. Vale la pena seguirle perché insolubili questioni sull'aldilà coinvolgono interessi molto terreni. Per esempio, Adolf Hitler esce incolume dall'esplosione nella Tana del Lupo, 20 luglio 1944: "Te Deum laudamus", esclamano lettori pii dell'Epistola ai Romani; l'aveva chiamato Lui alla Cancelleria, 30 gennaio 1933; gli attentatori contestano i suoi decreti; meritano la forca. Da identiche premesse Lutero loda il massacro dei contadini insorti, sebbene detesti i nobili. Inquisitori spagnoli, custodi dell'ortodossia, perseguitano fra Bartolomeo de Carranza y Miranda, arcivescovo primate, fierissimo persecutore d'eresie. Filippo II regola procedure letali. Menochio Scandella, vecchio mugnaio friulano, musico, maestro d'abaco, teologo dilettante, finisce sotto i denti del Sant'Uffizio, poi al rogo, perché pensava troppo, "cervelo sutil" curioso delle "cose alte". Cigno contro aquila, i vescovi Fénelon e Bossuet disputano sul modo d'amare Dio, inimicati da una falsa profetessa. Casi simili dicono quanta materia viscerale bolla sotto i dogmi. È teologo anche Sade, eccome, o Lautréamont, i cui Chants de Maldoror espongono un'orribile visione, né i testi la smentiscono; dalla Genesi all'Apocalisse, svelano enormi sprechi d'energia e dolore nella storia cosmica.

l'autore

Franco Cordero (Cuneo, 1928) è ordinario di procedura penale a Roma, Università della Sapienza, avendo insegnato a Trieste (1958-60), Milano (Università Cattolica, 1960-74), Torino (1974-76). I suoi editoriali e commenti appaiono regolarmente su «la Repubblica». La sua Procedura penale (Giuffrè, 1966), riscritta ex novo sul codice 1988, è giunta alla 15a edizione. A parte i lavori d’argomento tecnico, ha pubblicato due pamphlet, otto romanzi, dieci saggi (dagli Osservanti, Giuffrè, 1967, indi Trattato di decomposizione, De Donato, Bari 1970, e L’Epistola ai Romani, Einaudi, Torino 1972, a Savonarola, 4 voll., Laterza, Roma-Bari 1986-88).

Il testo

Cordero Franco, Fiabe d'entropia: L'uomo, Dio, il diavolo, pp. 752, Garzanti, 2005.

 


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