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Il rapimento di Roberto Baggio
di Giorgio Comaschi
Pendragon

l'opera

DIVERTENTE. PIACEVOLE. SENZA PRETESE. ADATTO FORSE PIÙ A QUELL’ORA CHE NON È PIÙ giorno e non è ancora sera tipica della stagione estiva; del resto, è proprio sul finire di agosto che Giorgio Comaschi ha immaginato si svolgesse questa storia, che è un giallo, ma potrebbe pure essere un fatto di cronaca mai arrivato ai giornali, come sottolinea nell’epilogo. “Il rapimento di Roberto Baggio” è la storia del sequestro del giocatore, e di come Tom Carta, un detective che l’autore definisce “un Topolino in minore”, vi si ritrova invischiato. Ma è anche un affresco bolognese come solo chi abita in questa città sa dipingere, senza pretese e senza manierismi, consapevole di non vivere a Roma né a Parigi, ma senza soffrire per questo. Personaggi più accennati che descritti affiancano il protagonista, quasi che Comaschi preferisca lasciare al lettore di dare loro un volto e un corpo; solo sul finire Baggio esce dal campo di calcio e diventa una voce, un uomo, una figura che trascende l’immaginario del tifoso, perché Tom Carta è anche un tifoso, e continuamente lo intreccia. La notte trascorsa insieme a parlare vede infatti l’investigatore spaziare dal suo lavoro agli amici, dagli amori e al Bologna, mentre il “Codino” ci appare tra il rigore alle stelle dei mondiali e la nostalgia per Firenze, lo scudetto con la Juve e le incomprensioni con i giornalisti. Sono solo poche righe, sapienti nella loro semplicità e incisive senza voler essere profonde. Umane, ecco. Comaschi tradisce qua e là la sua passione per il calcio e una certa frequentazione con i quotidiani come giornalista sportivo, oltre che come lettore, ambientando la vicenda nei giorni che precedono la prima partita di campinato della prima stagione in rossoblu di Baggio e mescolando ai maldestri tentativi di dipanare le trame misteriose che porteranno al sequestro del calciatore le ansie e le speranze di supporter spesso non più giovanissimi ma memori di tutte le vicende del Bologna FC. Ironico e leggero, scivola piacevolmente tra un tragitto in autobus e una mezz’ora di relax, magari mentre si aspetta l’ingresso in campo della propria squadra; e buono soprattutto per ricordare il bel calcio. Senza polemica.

Nota

Giorgio Comaschi, Il rapimento di Roberto Baggio, Pendragon, pagg. 123.

 


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