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Anno XI - N° 138 - Ottobre 2013

 

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L’invenzione del cinematografo
di Antonino Prestigiacomo




Fino al XIX° secolo il divertimento popolare era rappresentato da circhi, parco giochi e teatri di varietà. Intere compagnie teatrali si dovevano spostare di città in città per soddisfare i desideri delle masse popolari, ma tutto questo aveva un enorme costo, inoltre molte persone dovevano percorrere chilometri e chilometri di distanza prima di raggiungere i parchi o i teatri. Il Cinema offrì uno spettacolo visivo economico. Le performance degli attori registrate, potevano essere mostrate in tutto il mondo; i film-documentari offrivano filmati di posti lontani ed esotici, alimentando la curiosità di chi ha sempre sognato di poter conoscere il mondo, ma non aveva la possibilità di farlo.

Ma come è nata la macchina in grado di registrare la vita dell’uomo?

Non certo con l’invenzione di un singolo uomo, ma con il concatenarsi di innovazioni geniali da parte di scienziati e inventori. I momenti più importanti che a cavallo tra la prima metà e la seconda metà dell’ 1800 si sono susseguiti, risalgano essenzialmente a 5 tappe fondamentali.

 

  • Per prima cosa gli scienziati dovettero capire in che modo l’occhio umano riuscisse a percepire il movimento, e trassero la conclusione che il “movimento” viene percepito  soltanto nel momento in cui vengono somministrate all’occhio una serie di immagini diverse fra loro in successione rapida, con una velocità di almeno 16 immagini al secondo.

 

  • Il secondo requisito importante consistette nel trovare la maniera pratica di far scorrere queste immagini così velocemente, dato che a partire dal XVII° secolo erano usate dagli operatori di spettacolo le “Lanterne magiche”per proiettare lastre di vetro, ma non ancora in grado di mettere insieme molte immagini abbastanza velocemente da creare l’illusione del movimento.

(Ecco il Fenachistoscopio, uno strumento formato da un disco rotante con delle immagini.

Lo spettatore osservando da un foro e facendo ruotare il disco aveva la sensazione del movimento)

 

  • Il terzo requisito riguarda l’utilizzo della fotografia per riprendere le immagini una successivamente all’altra su una superficie chiara. Prima le Foto venivano fatte su lastre di vetro o di metallo, ma successivamente un certo William Henry Talbot nel 1839 inventò i negativi su carta.

   

 

  • Nel 1888 George Eastman ideò un apparecchio che impressionava rulli di carta sensibile che chiamò Kodak. L’anno successivo Estman introdusse il rullo di celluloide trasparente: la “Pellicola”, che fu inizialmente inventata per la macchina fotografica ma che successivamente venne utilizzata per dalle “Macchine da presa”.

  • L’ultima invenzione che portò al cinema fu la realizzazione di un marchingegno ad intermittenza che bloccasse le immagini a stacchi, perché se no sarebbe stata ripresa un’immagine confusa.

 

Queste e un ultima di cui ora vi scriverò, grosso modo furono le invenzioni che portarono alla scoperta del cinematografo dei Lumiere.

Nel 1888 Thomas Edison (inventore del fonografo e della lampadina) decise di inventare una macchina per riprendere e mostrare immagini in movimento: Il Kinetoscopio, un apparecchio con uno spioncino all’interno del quale la pellicola scorreva intorno ad una serie di rulli. Inserendo una moneta si metteva in funzione e guardando all’interno dello spioncino si potevano osservare pochi secondi di filmato.

 

 

(Ecco il Kinetoscopio di Edison)

 

Ma è nel 1894 che i Fratelli Lumiere inventarono il Cinematografo: una piccola macchina da presa che utilizzava una pellicola di 35 mm e un meccanismo ad intermittenza. Essi girarono i loro film alla velocità di 16 fotogrammi al secondo. Il loro primo film fu “L’uscita dalle fabbriche Lumiere”.

 

 


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