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Presentazione della silloge "Chi semina versi" a cura di Gaetano G. Perlongo
di Gilles Durot




É bello giocare con le parole e le assonanze, duellare in punta di fioretto con le rime e la fonetica, divertirsi cercando di annidare dei messaggi in quelle pietre così levigate, eppure non tutti vengono rapiti dalla sua magia. Noi, sbandati moderni, cerchiamo in qualsiasi modo l'auto identificazione in qualcosa, malgrado spesso scendiamo perfino nelle strade per combattere il germe del conformismo spirituale, ignari del potere penetrante del verso che spinto da un impulso irrefrenabile, fa rinascere sulla terra l'età dell'oro. Scrive Majakovskij in un suo incompiuto: "Capita, accantonano / senza stampare, senza pubblicare / ma, cinghiata, / la parola vola, / rintoccando gli anni / e i treni strisciano / le mani callose della poesia a leccare...". E, frustato, il verso corre lungo percorsi aspri e inesplorati diventando un vascello salvifico per noi, attori involontari di una caleidoscopica realtà vivisezionata e dissanguata al punto da renderci scheletri orrendi e senza pietà quando il sipario è pronto a calare. Chi semina versi è un esperimento di sincretismo, una creatura mulatta addolcita da lineamenti differenti, è un cantico disarmonico di moltitudini espressive che prendono spazio all'interno di un gioco di contaminazioni personali dove il poeta è l'anarchico che sfida la geografia umana violando l'ingenuità dell'animo con parole che pulsano di ardita privazione, implorano lo stordimento, chiamano dimensioni parallele da offrire in pasto alla mente.

L’autore

Gaetano G. Perlongo nasce a Solingen, in Germania, nel 1970 e vive a Trappeto, in provincia di Palermo. Dopo essersi diplomato in elettronica ha studiato fisica, spaziando, con notevoli risultati, dalla matematica speculativa alla fisica teorica e all'astrofisica. A Trappeto, paese adottivo del grande Danilo Dolci, Perlongo inizia il suo viaggio nel mondo delle parole in poesia. Tra le sue opere più note ricordiamo: "La licantropia del poeta" (2001), "Il calabrone ha smesso di volare" (2002), "Il vuoto mistico della retta" (2003), "Nassiriya - Frammenti di voci dalla galassia terrestre" (2003), "Metessi" (2003), "La Mattanza. Poesie e Canzoni di protesta" (2004), "Le vene aperte della poesia (Appunti per un Seminario)" (2005), "Rincorsa alle ombre" (2006), "Rumore di fondo. Meditazioni sull'Arte" (2006), "Filippo Grillo. La nuova alba della Cucurbita" (2007), "Chi semina versi" (2009), "Una fiamma ossidrica mascolina" (2009), "Uno stoico calibro 38 / Prototype 6. «Ipotesi per un monologo teatrale»" (2009) e "Sintropia" (2002-2011). Il Centro Divulgazione Arte e Poesia e l'Unione Pionieri della Cultura Europea di Sutri (Viterbo), visti gli alti meriti acquisiti, in riconoscimento alla lodevole attività svolta in favore della cultura, gli conferisce, nel 2002, la nomina a Membro Honoris Causa a vita. Nell’ottobre del 2005 fonda il Centro Studi e Ricerche "Aleph". Ha insegnato presso la Libera Università Popolare "Danilo Dolci" di Partinico (Palermo) - http://www.pertronicware.com/perlongo. Attualmente tiene seminari e corsi di approfondimento di fisica e matematica a studenti liceali ed universitari.

    
Il testo

Gaetano G. Perlongo (a cura di), Chi semina versi, Introduzione di Gilles Durot, Pertronicware Ed. & Centro Studi e Ricerche "Aleph" Press, 2009.

Contributi di: Rita Caramma, Ermanno Eandi, Terenzio Formenti, Ugo Magnanti, Alberto Mori, Giovanni Nuscis, Pietro Pancamo, Gaetano G. Perlongo, Floriana Porta, Giulio Stocchi, Ivan Tresoldi, Salvo Vitale.

Scarica gratuitamente l'e-book (pdf - 826 KB).

 


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