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Intervista a Filippo Grillo - L'espressione artistica della cucurbitacea
di Annalisa Cameli
28.12.2006


"All'inizio degli anno 80' facevo solo grafica tra il surreale e il metafisico. Anche allora qualcuno vedeva influenze daliniane. In una mostra a Francoforte un critico tedesco ha scritto di me che trovava elementi di barocco, in verità in Italia e specialmente nella cultura meridionale il barocco lo portiamo nel sangue ormai. Non sappiamo di averlo, ci conviviamo."

A parlare è un artista poliedrico.  Ha fatto teatro, cortometraggi, ha fatto l'attore,  musica folk ... In genere si è tentati nel pensare: più cose fa, meno le fa bene.
Ma questo non deve fuorviare il lettore: Filippo Grillo è un artista che sa il fatto suo. Lo abbiamo intervistato per cercare di entrare nel suo mondo.

D: Da cosa deriva l'idea di usare la zucca?

Ho provato sempre a combinare i materiali tra loro. Il risultato di questi anni e’ il frutto di una sperimentazione che porto avanti da molto tempo.

I gusci secchi e legnosi delle cucurbitacee assumono forme varie che vengono assemblate e combinate con altri materiali.

Dato che mi occupo di assemblaggio, opero innesti sia in senso astratto che in senso concreto.

Una delle opere che ho in progetto si chiama "quando l'erba era di pietra". Diverse opere prendono nome di "continuum" non solo perché sono formate da un unico percorso che si insegue e si ripete ma anche perché rappresentano forme di passaggio tra mondi apparentemente diversi, testimoniano continuità; così come accade tra il mondo reale e quello fantastico come accade nelle religioni e in tutte le forme artistiche.
Mi affascinano le infinità di segni lasciati sulla pelle delle cose che sono anche "segnali" i quali ci rimandano ad una storia spesso fatto di contrasti, di evoluzioni, di stagnazioni, certamente legate all'ambiente in cui si sono formati e alla storia che hanno vissuto.


D: Lei ha parlato di stili diversi, del barocco, ma leggo anche che nelle sue opere si indaga il rapporto con lo spazio e il tempo

é un "discepolo" di Salvador Dalì in un certo senso?

R: Non ho paura delle influenze stilistiche - il barocco - il surrealismo - il post-modern per me sono tutti possibili arricchimenti e spunti da coltivare. Dalì, la sua personalità, le sue opere, mi hanno certamente “toccato”… La sua genialità é smisurata, ma ammiro anche molti postmodernisti e tanti artisti contemporanei.

Sono stato sempre attratto dalle forme dei fossili dalle venature, dalle stratificazioni, dai segni del tempo. E’ vero mi affascina tutto ciò che ha a che fare col tempo, che è usurato che è cresciuto lentamente prendendo forme suggestive, struggenti. Le stalagmiti, gli ulivi secolari, le rughe, le mani dei contadini, l'effetto del vento sugli alberi, i tronchi che inglobano pietre durante la crescita e mi trovo spesso a ricercare con i miei lavori in quella zona indefinita tra le forme della natura e le forme della cultura.

D: Qual è  la tecnica che usa? E che rapporto ha con la creatività?

Tecnica e creatività sono in stretto rapporto. Spesso le soluzioni tecniche offrono spunti creativi. Al contrario, alcuni spunti creativi non hanno facile applicazione se non supportati da esperienze tecniche.

Nella costruzione di un'opera si presentano ogni volta problemi diversi.
Spesso iniziare è facile, lo spunto nasce per vari motivi, anche per casuali incontri tra un elemento ed un altro. Questi elementi però - consciamente ed inconsciamente è l'autore a metterli in contatto, a decidere se quel contatto è interessante se deve essere abortito o sviluppato. Spesso il problema è "chiudere" un'opera; come succede nella scrittura creativa. Se non si trova una chiusura soddisfacente, l'opera può rimanere incompiuta a lungo. Determinanti sono gli elementi che arrivano da mondi diversi e che invece metabolizzati ed innestati ai primi suggeriscono nuove direzioni del discorso espressivo.


Grazie all'artista Grillo per la sua disponibilità!

» Sito personale di Filippo Grillo completo


Si veda l'articolo di Gaetano G. Perlongo, Il continuum metafisico della cucurbitacea.


 


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