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Linked
di Andrea Capocci
Einaudi



l'opera


Tutto è rete. Da Internet al Dna, passando per i mercati finanziari, tutto può essere interpretato come nodi interconnessi. Secondo il fisico teorico Albert-Laszlo Barabási, c'è di più: tutte le reti che si incontrano in natura e nella società si assomigliano molto sul piano matematico. Senza entrare nei dettagli tecnici, ciò significa che vi si trovano tantissimi nodi con poche connessioni e pochi nodi con tantissime connessioni. Lo dimostrano decine di studi statistici nei contesti più vari: le interazioni tra le proteine in una cellula, Internet e il World Wide Web, le collaborazioni tra gli scienziati e tra gli attori di Hollywood, e pure i rapporti sessuali formano reti con proprietà statistiche straordinariamente simili, nonostante nulla abbiano in comune sulla carta. Inoltre, tali reti sono il risultato di un'auto-organizzazione di tanti comportamenti individuali privi di un'autorità centrale: ad esempio, i link dei due miliardi di pagine web esistenti non sono organizzati da un'autorità centrale. Ma, allora, chi impone una struttura comune a sistemi tanto diversi?

Scienziati come Barabási, esperti sui sistemi complessi che non possono essere spiegati a partire dai loro elementi più piccoli, ci aiutano a capirci qualcosa. Egli ha scoperto che esistono leggi semplici all'origine di questa straordinaria ubiquità. In primo luogo, le reti "crescono" nel tempo (le pagine web aumentano, ad esempio). Inoltre, chi ha molte connessioni spesso è privilegiato nell'acquisirne di nuove (più link puntano a una pagina web, più la pagina sarà conosciuta e altri link vi punteranno in futuro). Bastano queste semplici leggi per spiegare le caratteristiche principali delle reti. Grazie ad esse, si spera ora di trovare la soluzione a problemi concreti, come la diffusione dei virus informatici, delle malattie a trasmissione sessuale o le crisi finanziarie globali. Infatti, anche tali fenomeni sono legati alle proprietà universali delle cosiddette "reti complesse", più che alla loro particolare natura.

"Linked" si racconta la nascita di questo nuovo campo della fisica teorica, di cui Barabási è stato l'indiscusso pioniere. Si ricostruisce la progressiva definizione di questa ennesima "teoria del tutto"sfornata dai fisici, valida in ambiti lontanissimi tra loro. E' quasi una cronaca in tempo reale, poiché le prime ricerche risalgono a cinque o sei anni fa. Tanto è stato l'interesse provocato, che queste breve periodo è bastato per creare una comunità scientifica internazionale fortemente interdisciplinare, composta per lo più da giovani ricercatori (lo stesso Barabási ha meno di quarant'anni). Il libro è dunque prezioso non solo dal punto di vista della divulgazione scientifica, ma anche a quello delle dinamiche del progresso scientifico Esso, infatti, mostra in diretta la formazione di un paradigma scientifico. Prima, esisteva solo una quantità di ricerche di sociologi, informatici, biologi, economisti slegate tra loro e destinate all'oblio delle biblioteche. Dopo, grazie a Barabási e ai suoi semplici modelli, tutte queste conoscenze sono state inquadrate da un punto di vista nuovo e riunite in un unico oggetto di ricerca. Linked fornisce così un paio di occhiali al lettore, che chiuso il libro vedrà il mondo da un punto di vista diverso e più generale.

Il principale talento scientifico di Barabási è stato proprio il suo eclettismo, che gli ha permesso di valorizzare in settori non suoi dettagli sfuggiti agli specialisti, fino ad interessarsi con il rigore del teorico a materie "sporche" come la sociologia dei rapporti sessuali o alle tecniche di marketing del commercio on line. Si tratta di fisica teorica pop, in cui il rigore intellettuale si applica all'universo quotidiano. La scienza di Barabási spiega la diffusione anomala del virus ILOVEYOU, la crisi delle borse asiatiche, o perché sia necessario curare le prostitute per fermare l'AIDS. E tale versatilità si ritrova nel libro, arricchito da aneddoti e spigolature che rendono un'immagine della ricerca odierna meno paludata. Perché si tratta, pur sempre, di fisica teorica.

Ma non si tratta solo di abilità comunicativa. In realtà, è il segno di una transizione epistemologica in corso. La fisica teorica è alla caccia della legittimazione sociale che la fisica nucleare e l'astrofisica non le danno più. La tradizionale separazione tra ricerca e applicazione, per cui trascorrevano decenni prima di tradurre la scienza in tecnologia, appartiene al passato. La scoperta ora conta solo se si traduce in brevetto. Accade così che un fisico teorico dell'Europa Orientale (Barabási è rumeno, ma vive nell'Indiana) possa scrivere un libro divulgativo su un campo di ricerca nato da meno di un decennio, per di più suggerendo possibili applicazioni tecnologiche delle sue speculazioni matematiche. Purtroppo, la fretta di trasformare una linea di ricerca in un fatto scientifico assodato spesso blocca il dibattito e impoverisce la ricerca stessa, anche se fa vendere qualche copia in libreria. Solo i prossimi anni ci diranno se lo studio delle reti complesse sia davvero un nuovo campo della fisica teorica o se, come le crisi finanziarie che si propone di spiegare, sia solo una bolla destinata a svanire in breve tempo.  

Il testo

Albert-László Barabási, Link (La scienza delle reti), Einaudi, Torino 2004.

Per gentile concessione del web site http://e-laser.org

 


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