Sostieni Emergency

Chi Siamo Sommario Editoriale Poesia Cultura Elzeviro


Home Page


In primo piano


Fate entrare l'accusato, Vincenzo Aiutino, "L'uomo dai cinquanta affari"
Domenica 28 Febbraio 2010, ore 22h, su France 2

di Gaetano G. Perlongo, Gianluca Perlongo, Procopio Canfora

Release 1.0

 

La biografia

Vincenzo Aiutino (nato a Longwy, Francia nel 1970) è un serial killer francese soprannominato "l'uomo dai cinquanta affari". È stato riconosciuto colpevole di tre dei cinquanta omicidi ad esso ascrivibili. Viene arrestato dalla polizia belga nella casa dei genitori nel febbraio 1992.

Di origini siciliane, ha avuto un'infanzia particolarmente abominevole sottoposto alle sevizie di un padre deviato: costretto a continue e brutali punizioni sin dalla tenera età. Lo stesso Aiutino racconterà agli psichiatri di essere stato obbligato dal padre a mangiare i propri escrementi. Divenuto adolescente, manifesta la sua prima anomalia comportamentale incendiando la casa dei genitori dove la sorella maggiore rimane sfregiata e mutilata.
Da lì a poco la sua psiche scivola nel baratro dell'instabilità, accrescendo sempre più i suoi istinti omicidi.


Gli omicidi

Il 6 agosto 1991, la famiglia di Isabelle Le Nénan, addetto commerciale di 20 anni, segnala la scomparsa della figlia. Poco dopo viene ritrovata la sua vettura nel parcheggio di un supermercato con all'interno un sandwich già mangiato, inspiegabilmente la polizia arriva alla conclusione che la ragazza s'è allontanata volontariamente, archiviando l'accaduto come "fuga volontaria".

Il 13 settembre 1991, Isabelle Christophe, una cassiera di 21 anni, scompare misteriosamente. Non trovando il corpo, la polizia, incalzata dalla stampa, si concentra sull'ipotesi del suicidio in quanto viene scoperta una lettera epigrafe in cui Isabelle manifesta un marcato stato depressivo.

Il 20 ottobre 1991, il corpo della prima vittima viene ritrovato nel bosco di Turpange, in Belgio. Nella lista dei maniaci sessuali, la polizia trova il nome di Vincenzo Aiutino.
Egli è fiero delle sue aggressioni "sesso-esibizioniste". Dopo averlo interrogato, la polizia lo rilascia senza perquisire l'abitazione dove il killer tiene nascosti gli effetti personali della vittima.

Il 25 febbraio 1992, la 40enne Bernadette Tour sparisce dopo una visita clinica. Il medico riferisce al marito della presenza di un uomo in sala d'aspetto quando la donna abbandona lo studio. Il misterioso individuo è riconosciuto in Vincenzo Aiutino. Allertata dai familiari, la polizia si reca presso l'abitazione di Aiutino mentre questi rincasa con la compagna e il figlio, accortosi dei gendarmi, l'uomo risale in macchina con la famiglia e si dà alla fuga valicando la frontiera francese.

L'arresto

Viene emanato un mandato internazionale con l'immediato arresto dalla polizia belga, presso l'abitazione dei suoi genitori. Aiutino negherà i reati che gli vengono imputati, ma disorientato dalla concitata perquisizione, finisce per confessare tre omicidi ed in seguito collabora con gli inquirenti recandosi nei luoghi delle "mattanze" per ricostruire le dinamiche della propria brutalità.


Metodica

Nei suoi crimini, Aiutino mette in scena sempre la stessa e folle metodica criminale.

Dopo aver adescato le vittime, le conduce nella sua abitazione a bordo della propria auto; qui comincia ad aggredirle ed insultarle pesantemente conducendole nella cantina. Eccitato dal terrore e dallo smarrimento delle donne, l'uomo mostra le sue parti intime proponendo loro un rapporto sessuale. Nel tentativo di trovar soccorso, le vittime si imbattono nella ferocia di Aiutino che inveisce massacrandole con una sbarra di ferro.

Nel suo ultimo omicidio lascerà agonizzare per ore la vittima in cantina, trovando anche il tempo e la lucidità per cenare e guardare la tv con la famiglia, salvo poi tornare a farvi visita per strangolarla con un fil di ferro. Il fatto che ha ripetuto tre volte lo stesso rituale, lascia presagire che a spingere l'omicida non è la violenza fine a se stessa, bensì il godimento del massacro dopo la repulsione sessuale.

Il profilo di Aiutino denota un miscuglio di furbizia e stupidità: assenza totale di scrupoli e un senso di dissimulazione tipico dei killer seriali. Lo psichiatra che lo ha incontrato subito dopo l'arresto lo definisce "uno psicopatico totalmente irrecuperabile".

Il 6 marzo 1991 Vincenzo Aiutino viene condannato all'ergastolo, incomprensibilmente la corte ne riduce la pena a 18 anni a condizione che "l'Assassino d'Aubange" mantenga una condotta esemplare.

 

 


Tutti i diritti riservati © 2010 Il Convivio - Partner tecnologico Pertronicware

Rubriche

E-book della poesia
Proposte di lettura
Recensioni
Concorsi letterari
Links
Box e-mail
Archivio


Centro di poesia contemporanea

Risoluzione consigliata: 800 x 600 pixel - Browser: Microsoft Internet Explorer 4.0 o successivi