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Anno IX - N° 110 - Giugno 2011

 

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Nello scontro con il tempo mi trovo sempre dalla parte del perdente
Intervista a Drazan Gunjaca
di Vlatko Simunovic


“Molte amicizie non hanno superato la prova del peso della guerra. Le persone non ce la facevano sotto tutti i punti di vista, mentre la paura per la propria sopravvivenza aveva anch'essa un suo prezzo… Quando la guerra e' passata e la paura e' diminuita, si sono guardati attorno e sono rimasti terrorizzati dal deserto emotivo che le circondava. Io con i miei libri voglio far ricordare a queste persone che vivevano anche prima di questo deserto. Le porto in quel mondo che (ri)conoscono, in quel mondo in cui l'uomo era uomo, e il lupo era lupo….”

      Sull'esempio dello scrittore Drazan Gunjaca è possibile scorgere tutta la verità del vecchio detto, nessuno è profeta a casa sua. Come autore di numerose opere contro la guerra e multiculturali, è stato premiato con una cinquantina di premi letterari in Italia, nel paese di Dante e Petrarca, dove i suoi drammi sono stati messi in scena in teatri prestigiosi. Ha ricevuto anche la Targa del Parlamento europeo per la promozione della multiculturalità.

       Per Cultura e Società parla della guerra come una spinta a scrivere, di amicizie maschili, della ricezione positiva dei suoi libri in paesi lontani come l'Australia e la Nuova Zelanda.

1. La guerra nei territori dell'ex Jugoslavia, specie in Croazia,  e' stata decisiva per la Sua narrativa, e penso in primis alla trilogia composta da „Congedi balcanici“, „Amorte come pena“ e „A meta' strada dal cielo“. Ho torto se dico che l'orribile realta' funge da impulso per scrivere?

     No, non ha torto. Lo scontro con tale realta' e' stanto cosi' terribile e in ultimo devastante per la mia forma mentis che questa „disarmonia bellica“ tra me e l'ambiente circostante cogli anni si e' andata approfondendo, anche se la guerra – dicono – sia finita nel 1995. Le guerre ne' iniziano ne finiscono con le date riportate nei libri di storia. La loro genesi dura molti anni, la loro fine procede per anni, Tra l'altro le guerre sono terribilmente impegnative e spossanti da tutti i punti di vista. Sopravvivete alla guerra per vivere il periodo postbellico in cui le angosce belliche vengono sostituite da quelle esistenziali ed altre, per le quali neanche sapevate che esistessero…. Credo di aver definito la nostra realta' in modo migliore nel romanzo „Buona notte, amici miei“, quando scrivo delle depressioni:

«Nelle nostre depressioni sono racchiusi tutti i sogni finanziari, amorosi e d’altro tipo andata a farsi friggere come nel resto mondo, ma da noi tutto ciò è condito con una fine salsa di sungue e sudore, di morti che non si lasciano seppellire, di vivi che non vogliono vivere, di confini statali vecchi e nuovi che durante la vita media di un povero cittadino cambiano almeno alcune volte, di valori biblici di cui neanche il Signore tiene più conto già da alcuni millenni...”

2. Neui Suoi romanzi predominano le amicizie maschili, che ne' le guerre ne' i capipopolo possono intaccare. Crede che la peculiarita' della Sua scrittura si rifletta proprio in questa umanita' che la gente ama riconoscere in altri?

Da qualche parte hi scritto che le amicizie non le avevo fatto a causa degli stati e dei capipopolo e quindi neanche le interrompero'. Io queste amicizie le ho create da se' e per se' e non per altri, per cui neanche permetto ad alcuno di giudicarle.

La cosa piu' atroce e' quando l'amico nei tempi difficili ti gira le spalle… D'altro canto, molte amicizie non hanno superato la prova del peso della guerra. Le persone non ce la facevano sotto tutti i punti di vista, mentre la paura per la propria sopravvivenza aveva anch'essa un suo prezzo… Quando la guerra e' passata e la paura e' diminuita, si sono guardati attorno e sono rimasti terrorizzati dal deserto emotivo che le circondava. Io con i miei libri voglio far ricordare a queste persone che vivevano anche prima di questo deserto. Le porto in quel mondo che (ri)conoscono, in quel mondo in cui l'uomo era uomo, e il lupo era lupo….

Sono d'accordo che nulla e' ne' piu' sara' come prima, pero' ricordando le persone che con la loro bonta' hanno segnato il nostro passato, sono sicuro che possa essere molto meglio di com'e' in questi tempi da lupi. Penso che pian pianino inizino a capirlo anche coloro che se l'hanno bevuta la storia della terra promessa…

3. L'azione benefica dell' amicizia si riconosce anche nel romanzo „Buona notte, amici miei“, e sebbene il romanzo non tratti la guerra i suoi protagonisti sono „deviati“ da quegli ani Novanta. Dopo tutto cio' che abbiamo vissuto (lo sfascio dello stato, delle famiglie, delle aziende, dei sistemi dei valori), oggi e' possibile vivere e pensare normalmente, e in che misura?

Ogni tempo ha le sua ragion d'essere, quindi anche questo in cui viviamo. Questo non e' il mio tempo, ma mi sopporta ancora. Fino a quando, non lo so. Credo che molti la pensano allo stesso modo. Un nuovo sistema dei valori, a cui Lei si riferisce in verita' non esiste. Se esistesse, saprei rapportarmi ad esso, definire se e' per me acettabile o no. La mia generazione ha avuto una decina d'aani che meritavano d'essere vissuti (penso agli „aurei anni Ottanta“). Poi siamo usciti da un sistema e non siamo ancora entrati in un altro, sicche' oggi ci troviamo nel nulla. Piu' precisamente, vaghiamo tra il social-realismo e il capitalismo. Inoltre, gli Americani, che ci fungono da esempio indiscutibile, hanno esportato a noi e al resto del mondo una grave crisi economica, che da queste parti appena deve mietere le sue vittime… Ci vorranno alcuni anni finche' il mondo avra' sanato la crisi, dopo di che gli Americani ridefiniranno la loro idea neoliberale affinche' la crisi non si ripeta… Quindi, ecco, forse tra qualche tempo, diciamo una decina d'anni, tuttavia sapremo dove stiamo andando… Ma forse gli Americani avranno troppo da fare e dimenticheranno di avvisarci sulle nuove direttrici, per cui continueremo a vagare… Sono troppi i piccoli che credono di essere grandi… Sono rari i grandi consapevoli della loro pochezza…

In sintesi, cio' che noi conoscevamo come „vita normale“ non esiste piu'. Purtuttavia, si puo' e si deve riflettere, perche' questo e' l'unico modo di facilitare il percorso a quelli che vengono dopo di noi e che hanno altrettanto diritto ai loro „anni d'oro“… Come disse qualcuno, il futuro arrivera', sia che ne siamo in attesa o no. E dato che e' cosi', allora facciamo cio' che possiamo, anche se poco.

4. Dai Suoi libri si puo' notare che i Balcani sono una valle di lacrime in cui la roulette porta sempre allo stesso risultato – alla morte. Perche' e' cosi'?

La percezione stereotipa dei Balcani si riduce alla polveriera intorno alla quale c'e' sempre qualcuno che gioca con i fiammiferi e aspetta l'occasione di mandare tutto per aria. Ogni quel tanto qualcuno ci riesce. Tale percezione e' di buona resa per la scrittura, l'ecranizzazione, ed e' particolarmente di buona resa per i facendieri internazionali che giocano d'azzardo con i nostri destini. E che regolarmente ci forniscono di polvere da sparo e di fiammiferi, chiaro - a credito, e quando la polveriera scoppia, sono i sopravvissuti che devono saldare il debito.

Ho scritto il dramma „Roulette balcanica“ in cui parlo dell'uomo semplice i cui ideali sono stati distrutti dal tempo e che contro la propria volonta' e' diventato vitima della percezione di cui sopra, tanta che togliendosi la vita trasforma quella percezione nella realta'.

E' inverossimile quanto siamo manipolati. Dal settimo secolo in poi, come sono soliti dire i nostri vati nazionali…

Ritornando alla Sua domanda: perche' e' cosi'? Beh, perche' qualcuno ha interesse che sia cosi'. Io e i miei consimili di sicuro non ce l'abbiamo.  

5. Nell'ex Jugoslavia e' stato ufficiale della marina militare, ora e' avvocato e scrittore. Nei Suoi libri ha descritto i destini reali dei suoi e4x colleghi. Ha avuto qualche informazione di ritorno? Come hanno reagito? Chi sono i suoi lettori?  

Grazie al tipo di scrittura usata (una combinazione di ironia e grottesco, di lacrime e riso) ho un pubblico alquanto ampio. Chiaro i lettori piu' fedeli sono quelli che appartengono alla mia generazione, specie quelli che negli anni Novanta hanno lasciato queste terre andandosene in Canada, Australia, Nuova Zelanda… Viaggio di sola andata, chiaro. In genere, da noi i viaggi sono di sola andata. I popoli normali trovano sempre una via di ritorno, nel caso di bisogno, ma noi no. Una volta partiti, non si ritorna indietro… E cosi', partiamo nel nostro glorioso passato, finche' tutti i ponti non vengono distrutti… E dopo, chi sa nuotare, nuota… Mi scuso per la digressione.

 Quindi, ho ricevuto innumerevoli lettere da queste ed altre persone. Se facessi un libro da esse (ma non lo faro'), credo che il libro sarebbe molto piu' interessante da parecchi libri contro la guerra che ogni quel tanto vengono pubblicati nei Balcani. Ogni quel tanto per non dire raramente, come se ci fosse di che vergognarsi… Sono convinto che questa „raccolta di lettere“ sarebbe uno shock per molti, specialmente per coloro che „sanno“ cosa pensa la gente e che sulla base di questa „cognizione“ direttamente o indirettamente decidono in nome della gente.

Ancora una cosa che e' importante per me. I miei libri sono ugualmente ben accetti in tutti gli stati della ex Jugoslavia. Da tutti eccetto dalle elite politiche, mediatiche, editoriali. Le elite non mi amano, nulla da fare. A dire il vero, il sentimento e' reciproco. Per fortuna si trova sempre qualche eccezione che conferma la regola. In fin dei conti, grazie alle eccezioni, viene cambiata anche qualche regola…

6. Ultimamente ha ricevuto parecchi premi all'estero, specie in Italia, dove ha avuto una cinquantina di riconoscimenti letterari. Come gli stranieri percepiscono le Sue tragiche storie belliche e posbelliche?

Le percipiscono come di solito si percepiscono le altrui tragedie belliche. Prima con incredulita' che col passar del tempo, a causa della loro durata esagerata e della grande concorrenza (non passa un giorno che nel mondo non succeda almeno una tragedia), si trasforma in disinteresse. Di conseguenza, si potrebbe dire che alla nostra guerra gia' da tempo e' passata la data di scadenza. Ora e' il tempo di pagare la spesa bellica.

Tuttavia, grazie al tipo di scrittura di cui sopra e al tratto universale delle storie, i miei libri sono loro interessanti. In primis agli ambienti letterari, ma anche al lettore medio se si trova in occasione di conoscere la mia opera.

7. Dato che scrive nei lassi di tempo che Le rimangono dopo le Sue attivita' professionali, come e quanto segue la scena letteraria dell'ex Jugoslavia? Ascolta anche altre voci letterarie?

 

Nello scontro con il tempo, io sempre me la passo peggio. Mi sfugge e mi manca sempre… Ecco si avvicina il Natale per cui lascio spazio all'immaginazione. Immaginate che un bel giorno qualcuno ci conceda una pensione sufficiente per (sopra)vivere, ci paghi l'abbonamento nella biblioteca civica e che il buon Dio ci dia la salute… e poi noi leggiamo. Leggiamo tutto cio' che volevamo leggere ma non avevamo tempo per farlo. Un desiderio così modesto e pure irraggiungibile. Tanto che non possiamo nemmeno sostituirlo con un po' di patos nazionale perché non ce lo permettono i nostri anni e l'esperienza. Quindi sotto la pressione della realta' triviale purtroppo non ho molto tempo da dedicare alla lettura. Tuttavia, lo rubo al mio impegno professionale e alla vita familiare e spesso a notte fonda seguo i destini letterari di coloro che il destino ha condannato a vivere nei Balcani.

Per fortuna, molti scrittori contemporanei dell'ex Jugoslavia sono miei amici e mi mandano i loro libri, per cui almeno non ho problemi col procurarmeli. Personalmente mi sembra che non c'e' una soddisfacente produzione lettararia antibellica, almeno e' cosi' in Croazia. E anche cio' che e' stato scritto in buona parte e' stato artatamente ignorato, sottaciuto… Cio' diventa tanto piu' palese quando pensiamo quanti soldi sono stati spesi per i libri di tendenze opposte… Percio' dico che la guerra ovvero la politica bellica non e' finita nel 1995, ma continua ad essere praticata con altri mezzi.

 

 


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