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Anno XI - N° 139 - Novembre 2013

 

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Le novità editoriali dell'Einaudi



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In primo piano


Presentazione del Magazine

di Gaetano G. Perlongo

 

Eddy Cattaneo - Mondoviaterra. 467 giorni, 108.000 Km. Senza bucare il cielo - Feltrinelli

a cura di Adalgisa Caschiman

Lui è grande e grosso, una matassa di riccioli ingovernabili, e proprio non riesce a stare fermo. Non sopporta i tour operator ma non ama neanche chi si improvvisa avventuriero perché stufo della grande città. Per lui la porta di casa è solo il confine facilmente valicabile tra sé e il mondo. Basta un passo e il viaggio comincia. "Mondoviaterra", dice Eddy Cattaneo, "parla di un sogno: fare il giro del mondo via terra, senza prendere aerei. In solitaria. A contatto con la Natura, senza bucarla dall'alto. Pulito, lento e circolare. Un'avventura d'altri tempi per sentire la terra cambiare sotto i piedi giorno dopo giorno, per attraversare gli oceani a bordo di cargo mercantili, come fantasticavo da piccolo, con acqua e solo acqua ovunque intorno. Uscire, chiudere la porta e unire il vialetto di casa mia con la via della seta, Karakorum e Himalaya, India, Cina, le risaie del Mekong, i templi buddhisti con le rovine Maya, Macchu Picchu e la Tierra del Fuego, la Panamericana...". Eddy Cattaneo racconta il suo giro del mondo via terra con orecchie e occhi sempre ben aperti, pronti a cogliere sguardi, suoni, sapori, musiche. Vite. Tutte diverse. Tutte simili.

 

Luca Mastrantonio - Intellettuali, maghi del piffero: i vizi della tribù culturale sulla graticola - Marsilio

a cura di Gaetano G. Perlongo

Per chi suonano il piffero gli intellettuali del piffero? Per se stessi, per avere un posto nella società dell'avanspettacolo politico. Offrono i loro servigi al mercato mediatico perché partiti e altre vecchie istituzioni non garantiscono più il ruolo e l'ingaggio di prima. Nell'ultimo ventennio in troppi hanno commesso la truffa di travestire da militanza il proprio tornaconto personale: c'è chi ha goduto di posizioni di rendita grazie a opposti finti estremismi, facendo affari col nemico, e chi ha speculato, mettendo "in pegno" non una qualche autorevolezza ma l'impegno stesso. Risultato? È ormai cronico quel bipolarismo che da sistema elettorale è diventato disturbo psichico: la sinistra è affetta dalla sindrome dei migliori, la destra ascolta gli istinti peggiori; il centro oscilla secondo convenienza, non coscienza, e i grillini hanno paura di sporcarsi le mani. Così i cattolici fanno i libertini e il moralismo è l'arma delle femministe. E ancora: se le vecchie trombette castrano i figli blaterando di rivoluzione, i giovani senza futuro fanno i tromboni. Per questo il parricidio intellettuale è un diritto naturale, una legittima difesa da praticare azzerando i pregiudizi pregressi e mettendo al servizio di tutti i torti e le ragioni di tutti. Come? Leggendo da adulti (traendone la morale) le favole che raccontano al pubblico gli intellettuali del piffero: furbi storytellers, cattivi maestri e arlecchini del pensiero...

 




Santo Piazzese - Blues di mezz'autunno - Sellerio

a cura di Gaetano G. Perlongo

La Ritorna, attesissimo, Lorenzo La Marca, il biologo per vocazione e detective per necessità protagonista dei romanzi di Santo Piazzese.
Questa volta lo scenario non è Palermo; La Marca è in trasferta e la storia che racconta inizia anni addietro, quando era solo uno studente di biologia. Ma già allora possedeva il carattere che gli conosciamo: colto, raffinato, amante di cinema e musica, ironico e sentimentale. Il ricordo e il flashback nasce in La Marca quando a Erice, il borgo medievale affacciato sulle Egadi, incontra un vecchio amico dei tempi dell’università, Rizzitano. 
La loro non è stata una di quelle amicizie solide e senza riserve, erano sì colleghi di corso, ma nulla di più. 
Eppure c’è una cosa che li accomuna, qualcosa che non si può dimenticare e che li segna per la vita. Si tratta de La Spada dei Turchi, piccolo arcipelago di scaglie di pietra nera nel Mediterraneo meridionale, ignorato dai turisti e snobbato dai siciliani. La Marca ci era capitato per certi suoi studi sui tonni, argomento della sua tesi di biologia marina. Se ne era subito innamorato, accolto dagli «stravaganti», uomini e donne capitati sull’isola per alcuni casi della loro vita e che poi non se ne erano più andati. C’è Zeno, un friulano che dopo la guerra ha piantato tutto per mettere su un bar insieme alla moglie, c’è il Generalissimo, ex falangista poi votato alla causa marxista, c’è Lombardi, che ha messo in piedi un imprecisato import-export con il Sudamerica, c’è Passanisi, il rais e Damiano, pittore senza pennelli; una piccola comunità di originali che a La Spada cercano la solitudine e forse anche se stessi ma che la sera amano chiacchierare fino a tardi. Rizzitano aveva scoperto anche lui questo paradiso e se ne era appropriato, suscitando forse la gelosia di La Marca. Ma sull’isola un giorno succede qualcosa, una battuta di pesca mentre infuria lo scirocco, un incidente di mare, di quelli che sconvolgono gli isolani, un dubbio, un sospetto, una scoperta, qualcosa che torna a galla...

 


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