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Anno X - N° 121 - Maggio 2012

 

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Le novità editoriali dell'Einaudi



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In primo piano


Presentazione del Magazine

di Gaetano G. Perlongo

 

Peppino Impastato, un giullare contro la mafia

a cura di Adalgisa Caschiman

Dai microfoni di Radio Aut, con l'arma tagliente della satira, poche settimane prima del suo assassinio Peppino Impastato attacca ancora una volta i mafiosi di Cinisi, e in particolare il terribile boss Tano Badalamenti. Come nel film "I cento Passi" e ora a fumetti, dalle reazioni degli abitanti di Cinisi e dalle testimonianze inedite di amici e parenti, ecco il ritratto del giovane Peppino: amico sincero in prima linea nella lotta alla mafia, fonte di ispirazione continua ed esempio di impegno civile per i più giovani, figlio coraggioso che ha rinunciato al retaggio mafioso della famiglia, seccatura da levare di mezzo il prima possibile, nell'interesse dei mafiosi e dei politici locali...



 



Anatomia di un depistaggio

a cura di Gaetano G. Perlongo

Nella notte tra l'8 e il 9 maggio 1978 a Cinisi, sulla costa palermitana, un ordigno esplosivo uccide un giovane militante di sinistra, Giuseppe Impastato. La sua colpa è quella di aver condotto una decennale attività contro la mafia, pur provenendo da una famiglia mafiosa, e di aver denunciato e sbeffeggiato dai microfoni di una radio locale i mafiosi della zona, a cominciare dal boss Gaetano Badalamenti. Sono occorsi oltre vent'anni perchè nei tribunali e in parlamento si facesse luce sulle vere cause della morte del giovane siciliano. La relazione approvata dalla Commissione antimafia nel dicembre 2000 è un documento che ricostruisce il contesto storico del "caso Impastato" mettendo in luce le convergenze tra rappresentanti delle istituzioni e mafiosi. Questa nuova edizione giunge dopo la condanna del capo-mafia Gaetano Badalamenti e del suo vice Vito Palazzolo, nel frattempo scomparsi, come mandanti dell'assassinio...

 

 

Chion - Un'odissea del cinema. Il «2001» di Kubrick

a cura di Gaetano G. Perlongo

Opera mitica, nonché annoverata da molti tra i dieci capolavori del grande schermo, "2001: Odissea nello spazio" di Kubrick è, sin dalla sua uscita nel 1968, un film emblematico sotto diversi aspetti: non soltanto dà una nuova dimensione al cinema di fantascienza (sebbene ci fosse già stato qualche successo in quest'ambito prima del 1968), ma riannoda anche i molteplici fili sottesi tra il grande cinema spettacolare e le ricerche sul cinema "puro". Per la scarsezza di dialoghi (tuttavia determinanti) e per il modo in cui privilegia i mezzi propri del cinema - suono, luce, movimento e montaggio 2007 è anche il capostipite e il capolavoro di quella che può essere definita "film-experience", in cui la proiezione del film è assimilabile a un rituale. Attinge in tal senso sia alle ricerche sonore e ottiche dell'ultimo periodo del cinema muto sia alla modernità degli anni '60 (Antonioni, Tati) da cui è nato. Incarna un sogno di cinema assoluto, che mira a un'esperienza non-verbale e universale. È uno dei film più personali e audaci del suo regista e allo stesso tempo un'opera che ci parla in una maniera straordinariamente forte della condizione umana nel cosmo...

 

Lunedì 21 Maggio 2012 alle ore 17.00 la 5° puntata di Radio Ovest 104


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