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Fumetterie resistenti, tra “fumetti Nutella” e “fumetti scommessa”

altroquando

A Palermo c’è un piccolo ma importante presidio di resistenza culturale che sopravvive come il villaggio di Asterix, accerchiato da librerie che chiudono, lettori che spariscono e grandi catene che assorbono tutto il mercato. E’ la storica fumetteria “Altroquando”, che svolge anche il ruolo di edicola, libreria e centro di attivismo LGBT.

Il fondatore storico di questa edi-libro-fumetteria e’ Salvatore Rizzuto Adelfio, che ho incontrato a Palermo dopo averlo conosciuto via Youtube osservando la perquisizione della Digos fatta in fumetteria il 3 ottobre 2010 durante la visita di Papa Ratzinger, quando la fumetteria e’ stata invitata a rimuovere lo striscione “I love Milingo” e altri “materiali controversi” non solo dalla vetrina di via Vittorio Emanuele, dove avrebbero potuto turbare la vista del pontefice al passaggio, ma anche nell’interno dei locali, dove hanno infastidito soltanto gli ospiti in divisa non invitati.

Quando lo incontro nel suo “quartier generale”, il carattere libertario che avevo gia’ associato a Salvatore si conferma in tutta la sua dirompenza con le riviste anarchiche sparse tra gli scaffali, la bandiera arcobaleno appesa in bella vista, lo spazio dedicato nei suoi scaffali alla piccola editoria indipendente e i racconti di un fiero passato da obiettore di coscienza.

Mi spiega che se le librerie sono in crisi, per le fumetterie la crisi e’ doppia, perche’ a differenza dei librai i “fumettari” non hanno il diritto di resa dei volumi, un diritto che invece viene riconosciuto alle librerie. Di conseguenza in questo particolare settore di attivita’ il rischio d’impresa e’ tutto scaricato sul rivenditore.

Gli editori di fumetti ci trattano come utenti finali, o peggio ancora come bambini – mi racconta Salvatore - Il diritto di resa ci viene negato, ma potrebbero almeno accettare un cambio merce, per sostituire i libri piu’ obsoleti con novita’ che si venderebbero piu’ facilmente. Il nostro potere contrattuale e’ molto basso, anche se il ruolo del libraio nel proporre fumetti e’ cruciale per valorizzare il lavoro di bravi autori, come abbiamo fatto qui a Palermo contribuendo al successo di testate come Rat-Man e autori come Makkox“.

E come nella migliore tradizione dei fumetti, anche Salvatore fa parte di un “dinamico duo”, col bravissimo Dino che completa la squadra proprio come Tex Willer e Kit Carson, Zagor e Cico, Dylan Dog e Groucho, Batman e Robin.

Per Dino il problema del rapporto tra editori e fumetterie si potrebbe risolvere distinguendo tra i “fumetti scommessa” e i “fumetti nutella”.

Le “scommesse” sono quei titoli e testate su cui gli editori potrebbero accettare la resa, o perlomeno un cambio merce, visto che non hanno ancora un pubblico affermato e di conseguenza il rischio legato alla pubblicazione dovrebbe essere ripartito tra l’editore e la fumetteria.

I “fumetti nutella”, invece, sono quelli che si vendono praticamente a occhi chiusi, e che potrebbero essere gli unici ceduti alla fumetteria senza diritto di resa proprio come avviene con la nutella, un prodotto sul quale l’azienda e’ libera di praticare le condizioni che vuole proprio perche’ si tratta di qualcosa che si vende comunque e non rimane mai “sul groppone” di chi la ordina.

I guadagni di 20 anni sono tutti investiti nel nostro magazzino“, mi spiega Salvatore, facendomi capire quanto possa essere crudele una editoria dove il cerino dell’invenduto rimane spesso in mano agli anelli deboli della catena, quelli che ci mettono fatica e passione per far circolare letteratura illustrata.

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