Il mestiere di sociologo: breve ricordo di Danilo Dolci

di Guglielmo Rinzivillo


Danilo Dolci era un sociologo autentico, nel senso che praticava in loco ciò che predicava, sino a poco tempo prima della sua scomparsa.
Le tecniche autobiografiche applicate alla ricerca sul campo sono opera sua, nonostante le incertezze metodologiche che ne hanno caratterizzato l'utilizzo pionieristico nella sociologia italiana.
Ai tempi della famosa e citatissima Inchiesta a Palermo, Dolci ha condotto indagini sulla disoccupazione in Sicilia, cercando di spiegare fenomeni complessi come le cause della 'mancanza di lavoro', partendo dall'origine storico-culturale di processi anche individuali e/o psicologici sul territorio.
Più che altro le sue ricerche hanno aperto la strada a consecutive, vere e proprie ricognizioni o 'ricerche di sfondo' o, ancora, 'ricerche pilota' - di cui egli è stato anche artefice e protagonista - su problematiche sociali comparabili tra aree industrializzate e depresse, e, in termini di coinvolgimento del sociologo come ricercatore-professionista.
Dolci ha forse insegnato a molte generazioni post anni '50 e '60, che il compito della ricerca è quello di tentare di risolvere i problemi per cui è richiesta l'applicazione di esclusive competenze sociologiche, anticipando, in un certo senso, la natura delle relazioni sociali nei fenomeni collettivi sotto osservazione. Lo ha fatto in modo meno roboante di autori esteri altrettanto importanti e citati, ma soprattutto con la convinzione che il compito delle ricerche sociologiche empiriche è quello di confrontarsi con temi cruciali.
A quaranta anni dall'Inchiesta ci sembra doveroso invitare i giovani studiosi italiani e i ricercatori e cultori di materie sociologiche, a riscoprire attraverso l'esempio di Danilo Dolci il senso di alcuni problemi fondamentali del nostro paese. Temi insoluti di allora e di oggi, diversissimi ma sempre attuali.
Lo diciamo senza presunzione alcuna, perché siamo convinti che quello del sociologo è veramente un mestiere difficile, che richiede un impegno serio. Per questo la sociologia è costellata da personaggi strani e a volte straordinari, il cui ricordo dura per sempre.

(Il Notiziario dell'Ans, 1997)

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