Prefazione e Ringraziamenti

di


 Ho scelto, a titolo di questo lavoro, la locuzione “Danilo Dolci nell’accademia del villaggio globale”, poiché credo che una raccolta di articoli e saggi (dedicata a questo grande maestro e al suo straordinario sentiero intellettuale) possa essere ben raffigurata come convergenza tra l’agorà platonica, “l’accademia”, e la “neurale” rete di internet, il “villaggio globale”.

Villaggio come velatura retorica “del non luogo” e come sinonimia d'un comunicare creativo.

 

Per questo lavoro sono debitore a molte persone. Quelli direttamente coinvolte sono: Cielo Dolci, figlio di Danilo (per avermi fornito del prezioso materiale bibliografico), Benedetto Zenone, presidente dell'Associazione Pro Loco di Trappeto (per avermi messo a disposizione il suo archivio documentaristico), Franco Alasia, amico e compagno di lotta di Dolci (per aver contribuito allo sviluppo del sito, coi seguenti articoli: “Dolci: cronologia essenziale – in collaborazione con José Martinetti” e “A Danilo”), Giuseppe Barone, amico e discepolo di Danilo (per avermi fornito i seguenti articoli: “A due anni dalla scomparsa di Dolci” e “Danilo Dolci. Un ricordo), Giuseppe Casarrubea, storico (per avermi dato l’autorizzazione a pubblicare il suo saggio: “Danilo Dolci sul filo della memoria”), Mario Columba, docente universitario, presso l'Università degli Studi di Palermo (per avermi inviato l'articolo del settimanale "Economist": Danilo Dolci, the Gandhi of Sicily), Erwin Laszlo, filosofo e scienziato ungherese (per avermi concesso il saggio “La sfida di una evoluzione collettiva”), Nino Mangano, professore di Pedagogia Sociale - presso l'Università di Messina (per aver scritto i seguente lavori: “Educazione e dominio in Danilo Dolci”, “Educazione e istruzione nel pensiero e nell’opera di Danilo Dolci”, “Estremo saluto a Danilo Dolci” e “Danilo Dolci. Ricordi e riflessioni), 

Chiara Mazzoleni, ricercatrice in Urbanistica - presso l'Università di Venezia (per avermi inviato i seguenti articoli: “La relazione società e ambiente in una prospettiva maieutica: incontro con Danilo Dolci” e “Nota biografica su Danilo Dolci”), Ilaria Sabatini, allieva di Danilo (per avermi gentilmente concesso il suo lavoro “Azione rivoluzionaria nonviolenta in Danilo Dolci”), Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace” di Viterbo (per avermi inviato il documento “Esempi per una cultura antimafia: Danilo Dolci”), Massimiliano Tarozzi, filosofo e pedagogista (per avermi concesso l’autorizzazione a pubblicare il saggio-intervista “Come l'ape che si posa su un fiore”), Domenico Tuzzo, storico della cultura locale (per aver scritto “Testimonianze) e Giovanni Vecchio, collaboratore di Danilo (per aver redatto i seguenti lavori: “La comunicazione che vale”, “La poesia nella maieutica e la maieutica della poesia” e “Squillava il telefono…”).

 

 

Trappeto (Palermo), 2000-2002

 


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