La radio come azione politica. Convegno su Dolci e Impastato

di Concetta Gallotta


Il progetto di formare una società civile altamente consapevole, attraverso l'uso politico della radio, accumunava aree e popolazioni profondamente afflitte da problematiche diverse ma ugualmente tragiche

"Se non avessi fatto un film su Peppino Impastato lo avrei fatto certamente su Danilo Dolci". Esordisce così Marco Tullio Giordana, prendendo la parola al convegno "La radio come strumento di controinformazione e azione politica", Radio Libera e Radio Aut: esperienze di lotta politica attraverso il messaggio radiofonico in Danilo Dolci e Peppino Impastato. L'incontro, organizzato dall'Auser Danilo Dolci di Trappeto e dal corso di laurea in Scienze della comunicazione della facoltà di Scienze della formazione, ha avuto il patrocinio della Provincia regionale di Palermo.
Il regista de "I cento passi", la pellicola che racconta la lotta del militante di Democrazia proletaria ucciso dalla mafia a Cinisi, comincia a parlare subito dopo che la platea ha ascoltato le registrazioni di "Radio dei Poveri Cristi" e di "Onda pazza", spezzando il silenzio creato dalla scossa emozionale. La prima registrazione ascoltata, infatti, è agghiacciante per il tono della disperazione. La seconda, decisa e veemente, usa una coraggiosa trasposizione satirica della realtà dei fatti. Tutt'e due sono lo stesso atto di denuncia. Tentativi di creare e scuotere al contempo una società civile consapevole e combattiva contro abbandono e corruzione, oblio delle istituzioni e impotenza locale.
"Entrambi sono stati delle punte avanzate nella storia del nostro paese perché capirono per primi - spiega Giordana - che la democrazia si doveva raggiungere togliendo allo Stato il monopolio dei mezzi di comunicazione". Il clima, infatti, quello degli anni '70, era di monopolio della radio, quando ancora non esistevano emittenti private e la comunicazione di massa era il preciso risultato di una sola volontà omologatrice.
Sia Radio Libera che Radio Aut sono, quindi, tentativi comunicativi portati avanti sul filo di lama della legalità. La loro azione di controinformazione si esplicava nel rivolgersi non alla massa indistinta bensì ad una precisa e delimitata fetta di popolazione. A quella della valle del Belice, dello Jato, di Trappeto e Partinico Danilo Dolci e a quella di Cinisi, Capaci e Terrasini Peppino Impastato.
Terreno di lotta politica contro l'accidia e la corruzione dello Stato, dimostrati dopo il tragico terremoto del '68 che squarciò la valle del Belice il primo, campo di battaglia contro abusivismo edilizio e asservimento al clima omertoso imposto dal clan di Tano Badalamenti il secondo.
Sono gli stessi protagonisti a raccontare l'esperienza indimenticabile di "Radio dei Poveri Cristi" di quel 25 marzo 1970 a Palazzo Scalia, che attacca con un allarmante "S.O.S. dai lager delle zone terremotate" dove la gente "soffre ancora assurdamente". Franco Alasia e Pino Lombardo furono gli operatori che, barricatisi all'interno con 100 litri di benzina, permisero le 26 ore continuate di denunce e accuse prima di essere arrestati dalla Polizia. Pino Lombardo parla, così, non solo dei tentativi di finanziare la radio acquistata in Svizzera ma anche del carisma del sociologo e dei progetti perseguiti dal Centro studi che aggregava l'entourage di Dolci: gestione democratica delle acque della diga Jato, l'idea della città-territorio per lo sviluppo delle zone terremotate, gli stretti rapporti con intellettuali americani.
L'esperienza di Radio Aut è di qualche anno dopo. Siamo nel '77. I tentativi di innescare delle reazioni, piccoli grandi conflitti, la ricerca di un rapporto dialettico tra la struttura radiofonica e l'ambiente è il progetto portato avanti a Cinisi.
Salvo Vitale fu compagno di Peppino Impastato in tutte le sue esperienze comunicative, dalla diffusione di volantini ai comizi davanti al "Maficipio" al "Circolo musica e cultura" al giornalino "L'idea". La volontà di comunicare al di fuori dei canali convenzionali ad una società civile e moderna sono l'anello di congiunzione tra Dolci e Impastato, come ha sottolineato Antonio La Spina, presidente del corso di laurea in Scienze della comunicazione. Il loro merito, tra gli altri, fu sicuramente "la volontà di creare uno spazio di libero confronto per il bene comune".


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