Dai risvolti di copertina

Hanno detto di lui

Antonio Mangano

 

Perché personaggi tanto diversi (da Aldous Huxley a Bertrand Russell, Erich Fromm, Ernest Bloch, Mario Luzi, Georges Friedmann, ean Piaget, Jurgen Habermas, Aldo Capitini, Lewis Mumford, don Lorenzo Milani, Martin Niemoller, Andrej Voznesenkj) hanno cercato e collaborato con-Danilo? È ancora oggi Noam Chomsky, Paulo Freire, Ernesto Cardenal, Leopold Senghor, Andrea Zanzotto e tanti gruppi di giovani dall'Italia e in diverse parti del mondo.
Una risposta potrebbe trovarsi nell'empatia che emana dalla personalità di Danilo, che avvince simbioticamente non solo i massimi esponenti della cultura, ma anche gli umili, gli emarginati, perfino i "banditi ". L'empatia simbiotica è però il segno biografico, la traduzione emotiva di una visione intellettuale non violenta, la quale connette in un laboratorio aperto ciò che la " modernità " (macchiavellica, cartesiana, economico-liberistica, accademica) ha separato. Per essa il Danilo poeta, il Danilo innovatore sociale, il Danilo fisicamente immerso nei fatti e nel dolore dell'esistenza, sono tratti integrativi del Danilo educatore. Der Danilo, l'altro non è antagonistico all'io, non è l'oggetto di un'affermazione competitiva, il termine strumentale da reprimere e dominare, ma il co-soggetto essenziale di un rapporto reciprocamente costruttivo, autocostruttivo. Il nesso tra l'egoità e l'austerità è la coscienza maieutica, in cui l'altro non viene impedito nello sviluppo del suo potere (secondo la concezione atomistico-competitiva), ma aiuta ed è intenzionalmente aiutato a costruirsi (pensiamo ad es. a individui, a culture che reciprocamente interagiscono e si potenziano).
Ma la maieutica si estende al rapporto uomo-natura. Quest'ultima non è puro oggetto: è invece un sistema aperto che l'uomo non può alterare impunemente; un insieme di energie che possono essere valorizzate o aggredite e coinvolgono l'uomo nel benessere o nel collasso che egli stesso induce.
Viene meno l'antropocentrismo (come visione della natura creata per l'uomo) e si ferma la reciprocità inscindibile, il sistema aperto natura-cultura. Questo nuovo libro esprime l'esperienza di una vita.
Si riguardi l'indice: ogni punto è cruciale per la nostra epoca.         

Erich Fromm

 

Che funzione ha Dolci per la società attuale e futura? Dà la dimostrazione che l'uomo non ha solo capacità lavorative ma sente anche l'impulso di operare, di essere attivo e creativo senza sottostare ad alcuna organizzazione burocratica, con risultati che sono di gran lunga superiori a quelli ottenuti dall'uomo alienato e sottomesso. Danilo indica la via che conduce all'individuazione delle energie creative che portiamo in noi tutti - specialmente i bambini rinunciando ad ogni forma di persuasione, ma piuttosto stimolando e sviluppando l'interesse nell'individuo, che è un aspetto dell'amore. Tuttavia, per vivere in questa maniera si deve esercitare il senso critico e, come dice Mastro Eckhart, non bisogna ingannare gli altri ma nemmeno essere ingannati. Dolci pensa che sia possibile ciò che la maggior parte della gente ritiene impossibile è lo dimostra non tanto a parole ma attraverso le azioni nella vita quotidiana.
Se la maggioranza degli individui nel mondo occidentale non fosse così cieca davanti alla vera grandezza, Dolci sarebbe ancora più noto di quello che è. È incoraggiante tuttavia il fatto che già molti sono coloro che lo capiscono: sono le persone per le quali la sua esistenza e il successo della sua opera alimentano la speranza nella sopravvivenza dell'uomo.              
                   

Raffaello Saffioti

 

In ogni incontro, mai improvvisato ma accuratamente preparato, Danilo cerca di assicurare le condizioni che favoriscano l'espressione individuale e di gruppo, pone domande, coorganizza. Pone domande perché anche lui cerca di sapere, è coinvolto in una ricerca continua.
In ogni incontro si crea un " clima " particolare di intensa partecipazione, la carica emotiva si fonde con lo sforzo intellettuale e avvengono miracoli. Non è facile descrivere quanto avviene in questi incontri, ogni tentativo di descrizione risulta inadeguato. Avviene come una " rivelazione " di ciascuno a se stesso e agli altri.
A ciascuno Dolci chiede di meditare e di esprimersi. Solitamente propone tempi di silenzio perché ognuno possa meditare.
Negli incontri non ci sono lezioni, non ci sono prediche, non ci sono " passerelle". Il parlare diviene un colloquiare, un autentico conversare.
Il " laboratorio maieutico" richiede ad ognuno di mettersi in discussione, di essere disposto a modificarsi attraverso il confronto, e richiede pure grande capacità di ascolto. Funziona, e chi ne ha fatto esperienza lo sa, come laboratorio polivalente: di ricerca comune e di conoscenza, di sperimentazione, di educazione creativa. Funziona pure come laboratorio di analisi linguistica. La parola acquista una grande importanza e si rileva come vero strumento di comunicazione. Il vocabolario codificato dalla cultura del dominio viene messo alla prova. Così, la parola si fa carne e dimostra pure il potere di strumento di liberazione e umanizzazione.
La proposta dolciana dei "laboratori maieutici" è affascinante, soprattutto per i giovani e i bambini e per le persone umili e semplici in genere, ma anche scomodo perché richiede il cambiamento dei rapporti umani e del modo di vivere.

Aldo Capitini

 

Il fondamento di tutto per Danilo è nei rapporti umani. Il suo lavoro è di sempre, non è per dare un aiuto temporaneo. Alcuni, quando hanno visto che Danilo si occupava dei problemi di insieme della zona, e soprattutto di quello del lavoro, si sono urtati, sono rimasti delusi; è loro sembrato che egli passasse alla politica. Non si comprende il lavoro di Danilo Dolci se non si tengono presenti, insieme, le strutture e gli animi. E il non collaborare con il male.
Ha cominciato e riprenderà ripetutamente. Lo aiuteremo, lo imiteremo. Bisogna condurre le moltitudini a queste campagne nonviolente, come fossero battaglie di una guerra, nuove aggiunte al Vangelo.

Johan Galtung

 

A me sembra che Danilo Dolci, più e meglio che i partiti politici e le istituzioni sociali, dia una risposta diretta alla sfida che ci viene dalla miseria. La integrità di azione di Danilo non potrà mai risultare chiara fin quando la si porrà per forza dentro i sistemi politici e religiosi tradizionali.
Tanto Ghandi che Dolci, uomini di forti e caldi sentimenti, mostrano evidenti tendenze scientifiche. Questo fatto, insieme con la identificazione coi poveri, li separa dal tradizionale uomo politico, da quel solito uomo politico che vive in una specie di società propria di istituzioni, una specie di sovrastruttura della società stessa. Un operaio in Cortile Cascino affermò: "Danilo non è come gli altri. È uno dei nostri ".
Ha imparato il dialetto di Partinico e dintorni. Era anche convinzione di Gandhi che solo divenendo consapevole della propria cultura e dei valori di essa, la gente poteva acquistare la fiducia in se, e così arrivare alla comprensione e al godimento culturale degli altri popoli.
Dovremmo guardare ad essi come a idealisti pratici e sforzarci di applicarne i metodi per rinnovare noi stessi e le nostre istituzioni sociali.

 

Luca Cavalli Sforza

 

"Palpitare di nessi" esprime il mondo, ma è anche un poema biologico.
Una bellissima parabola vi compare, in forma insistente, ove si parla della clonazione delle cellule: "La propaganda non suscita creatività: tenta riprodursi negli altri -e plagia". Danilo suona l'allarme per la "clonazione culturale" che scende inevitabilmente dall'abuso di trasmissioni, dall'abuso di rapporti unidirezionali. Tra questi i mass-media e le scuole meramente trasmissive, che egli classifica giustamente come forme di violenze.
                                                   

Remo Fornaca

 

In un mondo come quello occidentale dominato dalle guerre, dalle conquiste, dal colonialismo, dal militarismo nazionalistico; da teorie, ideologie, partiti che hanno fatto della guerra, della violenza, dell'autoritarismo, della dittatura il motivo del loro essere ed operare, la pedagogia italiana, tranne rarissime eccezioni (Montessori, Capitini, Dolci, Milani) non ha prestato molta attenzione alle conseguenze negative del liberismo, della violenza organizzata, dell'intolleranza del razzismo: anzi, per un lungo periodo, la nostra pedagogia ha avuto un forte curvatura nazionalistica e guerriera.
...Danilo ha una fiducia estrema nel dialogo, nell'esperienza, nel metodo maieutico, nella possibilità di una ricerca creativa, nell'azione nonviolenta, che implicano un lavoro profondo, drammatico, ed esigono cambiamento di prospettive. Coglie istanze e problemi che la pedagogia scientifica e filosofica legati a schemi non sono riuscite a dipanare.
Il neomeccanicismo, gli automatismi, il virus del dominio, l'esclusiva trasmissione annientano l'uomo.
Creativamente educativo, poeta e sociologo, ha indicato senza cedimenti le mode la strada per dare spazio alla comunicazione, alla poesia, alla pace.
                                                                        


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