La ricerca di Danilo Dolci, non solo affonda le sue radici nell’analisi e nella denuncia dei mali del nostro tempo, ma consegna al futuro la possibilità di sperimentare una nuova cultura all’insegna della complessità, dell’evoluzione e della nonviolenza.

Le "risposte" di Danilo Dolci sono frasi scelte dai suoi ultimi libri.*

a cura di Barbara Sorge

(pubblicato su AVVENIMENTI del feb. '98)


L’ingegneria del consenso deforma e manipola a proprio uso il significato delle parole ?

"Parole in sé pure, sono state storicamente sfruttate e tradite: dal federare ("Comporre patti tra enti anche territoriali muniti di ampia autonomia") sono sortiti i federali manganellatori di fascista memoria". "Anche la lingua, abilmente manipolata, può divenire occasione di penetrazione virale, strumento di dominio."

Che cosa significa la parola dominio?

"La malattia del potere, la malattia della forza, l’uso insano della forza e del potere sono appunto violenza, dominio, dispotismo. Non si può realizzare una società civile senza imparare a distinguere forza-potere da violenza-dominio."

Il potere, dunque, non è negativo?

"Imparare a esprimere il potere personale è per ognuno un bisogno, pratico e intimo, a diversi livelli, connesso all’esigenza di essere creativo." "Il potere (nel senso di essere capace di, capacità di azione) in sé non è affatto negativo: la sua carica positiva - l’intuizione etica avverte - dipende dalla sua capacità di aprirsi a comunicare. […] Il potere si distingue, purificandosi, dal dominio, abuso di potere." "Il potere personale o di gruppo […] Quando pretende sottomettere l’altro, diviene dominio."

"Correggersi dalla losca confusione fra potere e dominio non finisce mai" […]

Quali altre parole è urgente riconoscere ?

"Oggi più che mai saper distinguere trasmettere da comunicare è operazione non solo mentalmente essenziale alla crescita democratica del mondo: la creatività di ognuno, se valorizzata comunitariamente, acquista un enorme potere ora per massima parte sprecato." "Occorre il coraggio, non solo intellettuale, di chiamare comuni-cazione soltanto un sistema in cui ogni partecipante coinforma e corrisponde." " Comunicare [da cum e munus: mettere insieme i doni] già prima dell’era cristiana significava avere in comune, condividere, sopportare insieme."

Come ci si educa alla comunicazione autentica?

"Per riuscire a comunicare occorre sapere di che si parla. La confusione, molte volte astuta, impedisce la comunicazione, frutto di una ricerca creativa coraggiosa ed amorevole. Non si tratta di dogmi. Se uno chiama <acqua> un tavolo, e l’altro il tavolo <serpente> o <forbice> e così via, impossibile è un rapporto civile. La babele causa il collasso di un sistema sociale." "Al desiderio di comunicare occorre un codice comune, pur non verbale, ma non basta: occorre anche una certa esperienza e un minimo concepire affine, disponibile ad ampliarsi nel confronto. Sincero, dice l’antica esperienza, è chi tende a crescere insieme; sincerità è provare a divenire uno. […] Consentire o no, distinguere il più vero dal meno vero o dal falso, non è solo operazione linguistica. Il falso e l’inquinante ritardano e, talora, bloccano la vita; per guarire, quando si riesce, occorre la fatica di anni, secoli."

"Mentre il trasmettere può essere violento o nonviolento, inquinante o no, il comunicare essenzialmente è sincero e non

violento, pure quando conflittuale. Mentre esiste un trasmettere che tende al comunicare (ad es. la domanda, la proposta d’amore), un rapporto esclusivamente e continuativamente unidirezionale tra una persona e un’altra, tra una persona ed altre, nel tempo risulta - di fatto - violento: non esiste né può esistere alcuna comunicazione esclusivamente unidirezionale." "La Comunicazione di massa non esiste". "Arduo è liberarsi dall’inganno che diviene norma."

La televisione, quindi, non è un mezzo di comunicazione di massa ma di trasmissione di massa! Come agisce il sistema trasmissivo?

"Dare ordini o eseguirli fa esclusivamente parte dei sistemi di trasmissione. Un rapporto esclusivamente unidirezionale (il dominio, ad esempio, usualmente combinato col parassitismo) produce lucro inquinando, paralizzando, cosificando. Chi è cronicamente passivizzato risulta, anche in senso medico, depresso, pur non sapendolo, pur non conoscendo le cause: è compromessa la sua capacità di vivere e non soltanto la sua ."

"Una malattia ci intossica e impedisce: la vita del mondo è affetta dal virus del dominio, pericolosamente soffre di rapporti sbagliati."

In quale modo il virus del dominio ci ammala?

"Il rilassarsi degli inconsci schiavi combinato all’inoculante armarsi di chi domina, ormai guasta il mondo. Non poter esprimersi, non poter comunicare, ammala, uccide. Il non saper comunicare occorre sia studiato come malattia da guarire." "In questa epoca si insalda nel mondo la tendenza per cui, con l’impiego strategico di potenti quanto sottili strumenti unidirezionali (la scuola trasmissiva che confeziona ragazzi in serie, la televisione inoculatrice, la propaganda - pubblicità che incide elettronicamente il cervello, ecc.), pochi gruppi di scaltri guidano colonizzando l’esistenza delle maggioranze rendendole passive, succubi. Questo dominio parassitario, antica malattia virale rimodernata, sta ora investendo prestigiosamente non soltanto gli uomini ma tutta la natura."

"Insano è frodare, ma anche lasciarsi parassitare, divenendo complici. L’adeguarsi all’ordine del dominio implica sia la responsabilità del dominatore che quella di chi si lascia dominare."

"Occorre analizzare come siano strettamente correlati un certo dominio industriale-parassitico inquinante, l’inoculazione dottrinaria-pubblicitaria, il disastro ecologico, un falso o gretto comunicare malgrado le tecniche sofisticate, il disorientamento di tanti giovani, lo svanire di tante energie nella droga, nel sempre più frequente suicidio." "Nessuna società ha mai subito una così tragica frequenza di bambini e giovani suicidi come la moderna." "Disintegrare individualità comporta suicidi" […]

Quindi, anche la scuola può essere strumento di dominio ?

"Molti strumenti del dominio sfuggono al controllo democratico, sfuggono alla coscienza popolare." "Tra i muri della scuola in cui manchi l’educatore autentico, si trasmettono dati, tecniche, ma la conoscenza è un processo che ognuno deve ricrearsi e comparare nel rispetto del senso critico: se l'insegnante inculca, ammaestra ed esamina, non cresce il dialogo della ricerca, nemmeno ci si conosce. Quando una scuola pretende insegnare valori mentre praticamente li rinnega, invece di favorire in ognuno un coerente rapporto critico verso il mondo in cui viviamo, […] questa scuola corrompe, ammaestrando all’ipocrisia."

"[…] I giovani non vi imparano né a comunicare davvero né a esercitare il proprio potere. Imparano usualmente a divenire esecutori."

Quali altri danni produce il dominio ?

"Oltre ai malanni virali, vi è una malsanìa di dosi, di squilibri. Come sostanze, normalmente utili, in eccessive dosi danneggiano gli organismi, così le eccessive concentrazioni di "capitale" e potere, divengono talora perfino velenose, perniciose. Non soltanto la gente si disabitua a pensare e ad agire autonomamente, procedendo per forza d’inerzia: è ammaestrata a dipendere (soprattutto dalle scuole, dai "pastori", dai duci. Domata)."

"<La democrazia può essere originata solo in un ordine politico ed economico in cui la ricchezza sia distribuita da e per il popolo, ed usata con il maggior beneficio sociale>: meditando attentamente possiamo accorgerci che lo sviluppo estremo del concetto di democrazia combacia quello di comunità, l’ambito ove matura il più intimo e complesso comunicare."

"Garantire il lavoro ad ogni persona, il suo possibile partecipare, è indispensabile. Moltiplicare ovunque possibile la sperimentazione di metodologie relazionali che favoriscono lo sviluppo della individualità personale e collettiva […]: non è una impellente necessità alla salute del mondo ?"

Come è possibile immunizzarci dal virus del dominio?

"[…] Il comunicare è legge. […] Legge [nomos] che non ti dice quando, come: raccomanda reciproco rispetto tra ogni <prossimo>."

"[…] Quanto meglio ciascuno è interpretato e valorizzato, tanto meno rischia di disperarsi. Questo rimarca la necessità di rapporti strutturali maieutici. Ovunque."

Che cos’è il rapporto strutturale maieutico ?

"La scienza-arte di interpretare e favorire dal profondo il crescere è il processo strutturale maieutico. […] La struttura maieutico-reciproca riesce a far crescere la qualità conciliando diversità e unità, cooperare e nonviolento competere."
"Non possiamo creare un nuovo mondo senza educarci nel comunicare. Gli esperti di maieutica non <tirano fuori> ma delicatamente interpretano e aiutano gli aneliti a esistere delle nuove creature. Né è vero che, come dice Socrate nel Menone, <il ricercare e l’apprendere non sono altro che reminiscenza>."
"La relazione comunicativa è implicita alla struttura maieutica. Sempre il comunicare è attento all’altro. Ma il comunicare del rapporto maieutico è più attento al potenziale crescere evolutivo di ciascuno: vi è viva un’attenzione più profonda e più complessa. L’onestà del maieuta non è quella passiva, dello specchio: cerca di interpretare e far emergere quanto di meglio pulsa in sé e negli altri."
"Sapere concretare l’utopia chiede, col denunciare, un annunciare capace di lottare e costruire frontiere che valorizzino ognuno: l’educazione è rivoluzionaria se si matura valorizzatrice, dunque maieutica."

In centinaia di laboratori maieutici Danilo Dolci ha verificato che la struttura maieutica - in accordo con quella che appare la legge più profonda della realtà: l’interdipendenza sistemica degli esseri - non è solo dono di contenuti culturali, ma promozione di processi tipici della crescita aperta e permanente (autonomia e divergenza, cooperazione, valorizzazione della diversità delle prospettive, progettualità creativa individuale e comunitaria, ecc.). La struttura maieutica implica la matura consapevolezza che la crescita ha alle sue origini la ricerca, la domanda che l’essere umano pone a se stesso e agli altri, alla natura e alla cultura.

*D. Dolci, La comunicazione di massa non esiste, Latina, L’Argonauta, 1987

La comunicazione, legge della vita, Firenze, La Nuova Italia, 1997

La struttura maieutica e l’evolverci, Firenze, La Nuova Italia, 1996

 


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